INGHILTERRA

Voglia di comunione

I giovani inglesi dopo la veglia di Pentecoste con il Papa

Erano soltanto un centinaio tra i quattrocentomila radunati a san Pietro per l’incontro di Pentecoste col Papa, pochi ma determinati a fare sentire che lì c’erano anche i movimenti cattolici di Inghilterra, Scozia e Galles. Una cinquantina di neocatecumenali, cinque membri di “Youth 2000”, un movimento nato qualche anno fa per l’evangelizzazione dei giovani, almeno dieci del movimento carismatico, quarantasette focolarini e qualcuno di Comunione e Liberazione. Era la parte anglosassone del movimento ispirato dallo Spirito Santo, quella che vive ogni giorno la sfida di testimoniare il Vangelo in una società spesso atea, ricca di diverse realtà cristiane. Per loro l’incontro col Papa di Pentecoste ha rappresentato un momento forte di unità con il resto della Chiesa, una occasione di scoprire che sono parte di una realtà più grande, internazionale, multiculturale della quale non sono consapevoli nella vita di ogni giorno. VIVERE IL VANGELO. “È stato un momento di grande emozione che adesso non sembra neppure reale”, spiega Geraldine Carpenter , 47 anni, focolarina che a Roma è andata con la figlia Miriam di tredici anni, “Mi ha colpito molto come tutti i diversi movimenti, con grande umiltà sottolineassero l’idea di unità e mi sono sentita davvero privilegiata quando il Papa ci ha detto che siamo canali dello Spirito Santo e che è lo Spirito Santo, la forza e la voce che anima i diversi gruppi e consente loro di essere quello che sono”. Il Focolare esiste in Gran Bretagna dal 1963 e conta circa ottocento membri, milletrecento opuscoli “Parole di vita” vengono distribuiti in tutto il paese, comunità di focolarini esistono a Glasgow, Edimburgo, Liverpool, Leeds, il quartiere generale è a Londra, a Welwyn Garden City. Ai Focolarini Geraldine appartiene da circa quattro anni. “Mi sono sempre preoccupata della vita spirituale di mia figlia”, spiega la signora Carpenter, “Abitiamo in una cittadina di cinquantamila abitanti nel centro di Inghilterra, Loughborough. Miriam non aveva un gruppo dei pari al quale appartenere, sul quale contare e ci tenevo che la sua crescita nella fede continuasse, una volta terminato l’iter parrocchiale di Prima Comunione e Cresima”. I “Gen”, il gruppo di focolarini pensato per i più giovani, hanno offerto a Miriam questa opportunità. “Miriam è contentissima di parteciparvi”, spiega Geraldine, “E la sua vita di preghiera è stata ravvivata da questa esperienza. Adesso prega per sua iniziativa senza che la solleciti sempre io”. “Mi ha colpito dei Focolarini il calore, il sentimento di comunità al quale danno vita, in questa società dove appartenere e sentire l’unità è difficile. Sono una famiglia, una dimensione che completa la vita della parrocchia perché – dice Geraldine riferendosi alla realtà inglese – mettono in pratica il Vangelo”. QUALCOSA DI GRANDE. Anche per Noel Murphy, ventotto anni, avvocato di Londra, l’incontro di Pentecoste è stato l’occasione di scoprire una realtà più ampia oltre i confini delle isole inglesi. “Sventolavo una enorme bandiera britannica”, spiega, “e molti sono venuti a chiedermi chi ero, a che movimento appartenevo. Ho sentito che era importante essere lì come inglese, per testimoniare la realtà del mio Paese e nello stesso tempo essere parte di qualcosa di più grande”. Noel, insieme ad altri quattro amici rappresentava “Youth 2000”, un movimento avviato nel 1991 da Ernest Williams che punta ad evangelizzare attraverso i Sacramenti e l’Eucaristia. Circa tremila giovani tra i quindici e i trentacinque anni partecipano ogni anno ai weekend e agli incontri organizzati da “Youth 2000”, tutti costruiti attorno a Confessione, Eucaristia e Adorazione, il nucleo essenziale del messaggio del Vangelo. Molti non sono stati a Messa per anni e il gruppo è un modo di ritornare alla Chiesa. “Il Papa mi ha colpito – continua Noel Murphy, – le cose che ha detto, il modo in cui parlava mi hanno fatto pensare che è un vero insegnante ed ammiro il suo coraggio ad assumersi un compito impegnativo come quello di Pontefice alla sua età”, continua Noel, “L’incontro di Roma mi ha dato molta forza, una nuova energia nella vita di tutti i giorni, è la stessa energia e forza che traggo dal movimento “Youth 2000″. Sono convinto che sia impossibile vivere il Vangelo senza il sostegno di una comunità alla quale appartieni”. Liverpool e Terra Santa Una lettera ai preti e ai fedeli della sua diocesi per invitarli alla preghiera per la Terra Santa. È quanto ha fatto nei giorni scorsi l’arcivescovo di Liverpool, mons. Patrick Kelly, che fa parte del coordinamento dei vescovi europei per la Terra Santa. “La situazione sta peggiorando – scrive il presule – ed è evidente che molte persone nell’area dei Territori palestinesi sta vivendo gravi problemi finanziari. Ogni giorno da quelle zone si registrano notizie di violenze e di morti e sappiamo della intenzione di Israele di andare avanti unilateralmente fino alla decisione finale di stabilire i confini senza il pieno coinvolgimento della parte palestinese, la cui vita sarà influenzata da tali decisioni. Preghiamo, allora, perché il signore doni pace a questa terra e giustizia ai suoi due popoli”.