Belgio: i diritti del bambino

“Il diritto del bambino è infinitamente superiore al diritto al bambino” ed esiste “un’invisibile frontiera morale di fronte alla quale il progresso tecnologico deve inchinarsi”. E’ il monito della Conferenza episcopale del Belgio in merito alla proposta di legge sulla procreazione medicalmente assistita che sarà a breve votata dal Senato. Dono anonimo degli embrioni; inseminazione con lo sperma di un defunto; diagnosi preimpianto per la selezione di embrioni sani e apertura al cosiddetto “neonato-medicina”, ovvero alla nascita di un bambino da un embrione selezionato cosicché le cellule del suo cordone ombelicale possano essere utilizzate per la cura di un fratello o sorella: questi, spiegano in una nota i vescovi, i principali punti della proposta di legge alla quale replicano che “tutto ciò che è tecnicamente possibile non diviene per questo moralmente ammissibile”. Pur esprimendo soddisfazione per il progresso scientifico, i presuli ribadiscono che “esiste un’invisibile frontiera morale di fronte alla quale” esso “deve inchinarsi: la dignità dell’uomo”. In questa proposta di legge, affermano ancora i vescovi, “l’embrione non è considerato un fine, ma viene trattato come un mezzo per soddisfare il desiderio di un figlio” di “coppie sposate o no, eterosessuali o omosessuali, così come di donne sole”. Di fronte al rischio di “fabbricare degli orfani biologici” i presuli ribadiscono che “il diritto del bambino è infinitamente superiore al diritto al bambino”.