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La Pentecoste può salvare l’Europa. Nel Vecchio Continente sono aperti due cantieri: quello che si sta costruendo sull’egoismo personale e quello che cerca la volontà di Dio. Riecheggia, oggi, ciò che scrisse Sant’Agostino, secoli fa, nel De Civitate Dei dove prefigurava due città, Babilonia, che cerca l’affermazione personale, e Gerusalemme, la città di Dio.Un altro mattone è stato aggiunto a “Babilonia” pochi giorni fa dal Parlamento europeo che ha approvato il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Un’evidente vittoria dell’egoismo personale e del profitto e della logica economica. Non è bastato il grido della Chiesa a favore della dignità della persona umana e della vita, dal suo concepimento fino alla morte naturale. Un mattone che si è andato ad aggiungere ad altre leggi che minano alle fondamenta istituti come la famiglia, approvate in diversi Paesi europei di chiare tradizioni cristiane.Quale città, Gerusalemme o Babilonia, vogliamo costruire? E come?Pensiamo all’Europa, costituita da varie nazioni e da lingue diverse. Riscoprire il senso della Pentecoste può salvare il Vecchio Continente. Come vescovi, sacerdoti e laici europei siamo invitati a far rivivere la Pentecoste, l’esperienza travolgente dell’amore di Dio. Come possiamo costruire una nuova Europa sull’esempio della Gerusalemme celeste, come possiamo evangelizzare se non facciamo entrare in noi i doni dello Spirito e se questi non cambiano prima di tutto la vita? Secondo l’esempio dell’apostolo Pietro manifestiamo al mondo prima di tutto l’annuncio kerigmatico, cioè le grandi opere che Dio ha fatto per noi. Solo dopo il kerigma viene la didaké – la vita morale i precetti. Non c’è altra via. Nell’antica Chiesa erano presenti persone di ogni nazione e ciascuno sentiva parlare nella propria lingua. Ricevuto lo Spirito Santo, gli apostoli cominciarono a proclamare le grandi opere di Dio. Non pensavano a farsi un nome, non cercavano la loro affermazione personale o il potere, ma annunciavano il Vangelo della Carità per il bene di tutti. E per questo tutti comprendevano. Dio era il centro della loro vita. Il primo effetto della Pentecoste è la riapertura della comunicazione tra Dio e l’uomo come un nuovo inizio di tutto. Il prossimo 24 giugno, i segretari generali delle Conferenze episcopali europee (Ccee) si riuniranno a Ljubljana, in Slovenia per trovare vie possibili di annuncio evangelico per l’Europa del nostro tempo. Ritorna la domanda: in che modo le nostre comunità cristiane possono vivere il Vangelo ed illuminare coloro che si sono allontanati e che non credono? Lo Spirito Santo ha la capacità di rendere testimonianza e dare un forte impulso perché ci sia più saggezza, più sapienza nelle iniziative rivolte al bene dell’Europa.