ECUMENISMO
La seconda tappa della terza Assemblea ecumenica europea
L’incontro ecumenico di Terni (Italia), dal 5 al 7 giugno 2006, ha dato il via alla seconda tappa dell’Assemblea ecumenica europea di Sibiu. Questo percorso ecumenico verso l’appuntamento del 2007, sul tema “La luce del Cristo illumina tutti gli uomini. Speranza di rinnovamento e unità in Europa”, ha avuto una prima tappa a Roma dal 24 al 27 gennaio 2006. La seconda tappa consiste in una serie di incontri a livello nazionale o regionale di cui la prima è stata, appunto, quella organizzata in Italia a Terni. La terza tappa prevede un incontro di delegati a Wittenberg in Germania, del 15 al 18 febbraio 2007, analogo a quella di Roma. Il percorso culminerà a Sibiu, con la partecipazione di circa 2.500 delegati delle Chiese europee. IN CAMMINO VERSO SIBIU. La Carta ecumenica è il “parametro delle relazioni reciproche” tra le Chiese: è quanto hanno dichiarato cattolici, protestanti ed ortodossi, al termine dell’incontro intitolato “I cristiani e l’Europa”, tappa italiana in preparazione della terza Assemblea ecumenica europea (Aee3), convocata dalla Conferenza delle Chiese europee (Kek) e dal Consiglio delle Conferenze episcopali di Europa (Ccee) a Sibiu (Romania), dal 4 al 9 settembre 2007. L’appuntamento, che si è tenuto a Terni dal 5 al 7 giugno, era il terzo di una serie di incontri ecumenici promossi dalla Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale italiana (Cei), dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e dalla Arcidiocesi ortodossa d’Italia e di Malta del Patriarcato ecumenico. All’incontro di Terni hanno partecipato circa 200 delegati delle diocesi cattoliche e rappresentanti delle Chiese protestanti ed ortodosse in Italia. Tra gli intervenuti, il segretario generale del Ccee, mons. ALDO GIORDANO , il presidente della Kek, JEAN ARNOLD DE CLERMONT , ed il segretario per le comunicazioni della Kek, LUCA MARIA NEGRO . Le varie sessioni dell’incontro sono state presiedute dal presidente della Commissione per l’ecumenismo ed il dialogo della Cei, mons. VINCENZO PAGLIA , co-moderatore del Comitato preparatorio dell’Aee3, da GIANNI LONG , presidente della Fcei, e dal metropolita GENNADIOS ZERVOS dell’arcidiocesi ortodossa di Italia e di Malta. LE CHIESE E L’EUROPA. Al centro dei lavori di Terni, l’analisi della Carta ecumenica, sottoscritta nel 2001 dai presidenti del Ccee e della Kek. “La Carta Ecumenica è il programma che accompagna la nostra marcia ecumenica europea verso Sibiu”, ha dichiarato mons. Giordano, che ha aggiunto: “Il tema scelto per la terza Assemblea ecumenica europea, cioè Gesù, luce che illumina tutti gli uomini, concretizza l’esigenza che è alla base della Carta: trovare nella Sacra Scrittura il punto di partenza per una collaborazione tra le Chiese”. I temi scelti per un approfondimento a Sibiu, ha osservato mons. Giordano, “sono l’unità delle chiese, la spiritualità, la testimonianza, l’Europa, le religioni, le migrazioni, la creazione, la giustizia e la pace; tutti temi che si ritrovano nella Carta ecumenica”. Per De Clermont, “le chiese condividono il cuore del progetto europeo, cioè la costruzione di uno spazio di pace, di riconciliazione e di cooperazione”. A giudizio di De Clermont, “le chiese devono prendere parte attiva nella lotta contro le paure nazionaliste o xenofobe sulle quali si basano le nostre chiusure: paura dello straniero, del futuro, dei cambiamenti. Il messaggio evangelico, invece, è fondato sulla speranza”. RACCOMANDAZIONI. I partecipanti al convegno di Terni hanno anche rivolto delle “raccomandazioni” alle Chiese cristiane d’Italia: “lo studio e l’approfondimento dei contenuti e degli impegni della Carta ecumenica a ogni livello di attività pastorale”; “l’estensione del processo di dialogo di cui la Carta ecumenica è simbolo alle Chiese e Confessioni cristiane che ancora non vi aderiscono”; “l’orientamento all’ecumenismo della formazione degli studenti in teologia”; “l’attenzione ai problemi della comunicazione in materia di ecumenismo anche attraverso la collaborazione permanente delle esistenti strutture”. Delle raccomandazioni sono state indirizzate, poi, ai delegati delle Chiese italiane a Sibiu: “la comunione con l’ebraismo, le relazioni amichevoli con l’islam, l’incontro con le altre religioni e visioni del mondo vadano incrementati da parte di tutte le Chiese cristiane d’Europa”; “l’urgenza di dare effettivo riconoscimento e pieno compimento ai diritti del migrante nello spirito del documento Le migrazioni in Europa (redatto da Acli, Associazione Centro Welcome, Comunità di S. Egidio, Centro Astalli, Fcei e Fondazione Migrantes in vista di Sibiu, cfr. SIR Europa 41/2006), lotta contro le disuguaglianze economiche e ogni forma di sfruttamento e di traffico di esseri umani”; “la necessità che l’Europa, definita nella Carta ecumenica, non si chiuda nei propri confini ma mantenga un dialogo con il resto del mondo, con particolare attenzione per il Mediterraneo e il Medio Oriente”.