MONDIALI IN GERMANIA

Non solo calcio

In campo anche solidarietà e dialogo

Sono iniziati i mondiali di calcio del 2006. E la Germania è in festa. Il mondo religioso tedesco non fa eccezione. E se durante il sermone della cerimonia ecumenica di benedizione dei mondiali svoltasi a Monaco il 9 giugno, anche il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica, il vescovo protestante Wolfgang Huber non aveva fatto mistero del suo stato di tifoso (“la gioia per una vittoria della Germania sarebbe enorme, anche da parte mia”), anche gli alti prelati cattolici si sbilanciano in occasione dell’evento. “Ovviamente spero che la nostra squadra vada il più possibile avanti”, dichiara il card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca e vescovo di Magonza. “Ma perché non dovrebbe vincere una squadra africana?”. Il vescovo di Erfurt mons. Joachim Wanke ha deciso di tenersi libero il giorno delle finali, il 9 luglio, “per sicurezza, nel caso ci sia la Germania”. Anche il vescovo di Aquisgrana, mons. Heinrich Mussinghoff preferirebbe la Germania in finale, ma sarebbe contento anche se sfondasse “una squadra piccola e poco accreditata”. Ma i mondiali non sono solo partite. Lo testimonia l’impegno profuso dalle Chiese cattolica ed evangelica, spesso riunite per l’occasione, per trasformare un evento sportivo in una possibilità di aggregazione e scambio culturale. Ricollegarsi alle esperienze della Gmg . “I mondiali disputati nel proprio Paese sono qualcosa di speciale. Sarò contento se la Germania si dimostrerà essere un padrone di casa buono e leale. Già durante la Gmg di Colonia abbiamo sperimentato l’atmosfera che si crea quando persone di tutto il mondo si incontrano pacificamente con un obiettivo comune. Proprio i mondiali di calcio possono, a loro modo e da un punto di vista sportivo, ricollegarsi a queste esperienze, al di là di qualsiasi confine e differenza” ha dichiarato il card. Lehmann l’8 giugno scorso, aggiungendo: “Lo auguro anche ai mondiali: perché così ci potranno essere partite avvincenti e una finale ancora più emozionante. Se poi la Germania dovesse vincere il titolo, sarebbe una bella cosa in più ma ciò non rappresenta una condizione perché i mondiali siano interessanti e riusciti. In questo senso auguro a noi tutti un bel mondiale 2006 e la benedizione di Dio per una convivenza sportiva, non solo nello stadio e sul campo. Inoltre, domenica dopo domenica le persone vanno più in chiesa che allo stadio. Il sabato alla partita e la domenica in chiesa: questa è per me una buona combinazione: e non solo durante i mondiali”. Cosa succede in Germania: Amburgo e Colonia . Numerose le iniziative organizzate spesso a carattere ecumenico in occasione dei mondiali: tra queste la “festa ecumenica dei popoli e delle culture”, svoltasi ad Amburgo il 10 giugno. La festa ha riscosso un notevole successo: 15.000 i visitatori riunitisi presso la basilica cattolica di S. Maria. Le partite del giorno sono state trasmesse su megaschermo, mentre numerose comunità, organizzazioni e strutture cristiane come Adveniat, Brot für die Welt, la comunità di lavoro delle Chiese cristiane e tantissime missioni di lingua straniera (ad Amburgo vivono cristiani provenienti da oltre 100 Paesi) presentavano le proprie attività nelle strade adiacenti. Intrattenimenti musicali e specialità gastronomiche da tutto il mondo hanno arricchito l’evento. La festa è stata inaugurata con una celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Amburgo, mons. Werner Thissen. L’inizio dei mondiali ha segnato anche l’inaugurazione del primo “Studio dei mondiali” delle Chiese di Colonia. Presso il Dom-Forum era possibile seguire la prima partita della Germania contro il Costa Rica consumando panini e Kölsch – la famosa birra di Colonia – a volontà. Il card. Joachim Meisner ha deciso di far celebrare le Messe normalmente previste presso la cattedrale di Colonia nelle altre Chiese affinché davanti alla cattedrale sia possibile trasmettere le partite su megaschermo. Il Dom-Forum è meta di tifosi da tutto il mondo, dagli inglesi agli iraniani ai messicani. Calcio e commercio equo . Venerdì 9 anche la Chiesa evangelica e cattolica di Dortmund hanno avviato la propria iniziativa per i mondiali: “Café Mundial”, la tenda delle Chiese in occasione dei mondiali, 100 metri quadri di mostre, campagne e un caffè con articoli del commercio equo e solidale. La tenda è dedicata all’impegno per il commercio equo e solidale ed è nata dalla collaborazione delle Chiese con il centro d’informazioni di Dortmund per il Terzo mondo (Iz3w). L’inaugurazione della tenda è avvenuta con la campagna “fair play – fair life” per la commercializzazione di palloni prodotti in base ai principi dell’equità, sostenuta anche dal comune di Dortmund. Non mancano gli spazi espositivi e di presentazione delle attività promosse dai gruppi ecclesiastiche, centri di informazioni delle attività delle Chiese durante i mondiali e persone disponibili all’ascolto su questioni spirituali.