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Indispensabile una svolta per il rilancio dell’Ue
La Festa dell’Europa non si è conclusa il 9 maggio: rimane a ricordarci l’importanza della posta in gioco dell’Unione europea, nel suo progetto di riunire i popoli e le nazioni d’Europa verso un avvenire comune. La Dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950, sempre pertinente, risuona quest’anno con particolare urgenza. In effetti, circa un anno fa, durante il Consiglio d’Europa di giugno, i capi di Stato e di Governo decisero, a seguito dello shock dei risultati del referendum francese e olandese sul Trattato Costituzionale, di indire un periodo di riflessione sull’avvenire dell’Europa. I risultati di questi referendum avevano confermato un doloroso paradosso: il carattere unico del progetto europeo e il suo successo, ma anche il fatto che esso non abbia trovato spazio nel cuore e nello spirito dei cittadini.In ottobre, la Commissione europea ha pubblicato un Piano D per la Democrazia, il Dialogo e il Dibattito. Il 1° febbraio 2006, visto che il processo di riflessione non si era messo in moto, la Commissione ha promulgato un Libro Bianco sulla politica di comunicazione europea. Questo Libro Bianco, che si inscrive nel contesto del Piano di Azione del luglio 2005 sulla comunicazione, mira a mobilitare i principali attori a livello dell’Unione europea, degli stati membri e della società civile oltre a quelli a livello locale e regionale, per intensificare gli sforzi di comunicazione sull’importanza del progetto europeo. Gli sforzi delle istituzioni dell’Unione europea per rilanciare il periodo di riflessione daranno frutti? Il Piano D prevedeva una grande conferenza il 9 maggio a Bruxelles con la partecipazione delle parti riceventi di tutti i livelli. Questa idea è stata recentemente abbandonata e sostituita da una riunione sul futuro d’Europa l’8 e il 9 maggio presso il Parlamento europeo con i deputati dei parlamenti nazionali. Ciò segna decisamente una scelta a favore della democrazia rappresentativa, piuttosto che partecipativa.Questo cambiamento di orientamento potrebbe rivelarsi saggio, perché i politici eletti a livello nazionale possono rivestire un ruolo fondamentale per trasmettere le chiavi di comprensione e l’orgoglio riguardo alle nostre istituzioni europee e alle relative procedure. In passato, alcuni di loro biasimavano troppo facilmente e ingiustamente queste istituzioni quando prendevano decisioni difficili mirate a promuovere l’interesse comune dell’Europa. È necessario, a livello di tutta l’Europa, che essi integrino il rilancio dell’Unione europea nelle agende politiche nazionali e ne rilancino l’interesse in maniera nuova.Il paradosso della situazione europea attuale ci ricorda comunque che i nostri politici non possono conquistarsi da soli il sostegno necessario dei cittadini. È il messaggio centrale del documento della Comece sull’evoluzione dell’Unione Europea e sulla responsabilità dei cattolici, pubblicato nel 2005 in occasione della Festa dell’Europa. Questo documento da allora è stato studiato da diversi gruppi in vari stati membri. È il fine per il quale esso è stato concepito. Le chiese locali, le organizzazioni cattoliche e il mondo universitario possono disporre di questo testo per contribuire a stimolare in modo pressante l’interesse dei cittadini verso il progetto europeo, che è vitale per l’avvenire dei nostri paesi e delle nostre regioni.