ECUMENISMO

Austria: a tutela dell’ambiente

Le Chiese devono svolgere il ruolo di precursori per la tutela dell’ambiente: questo l’obiettivo delineato a Stoccarda nel corso di un incontro ecumenico tra teologi ed esperti del settore ecologico, provenienti dalla Germania e dall’Austria. L’incontro ecumenico, svoltosi il 20 e il 21 maggio scorsi, ha evidenziato la necessità di elaborare e promuovere standard ecologici obbligatori per le istituzioni ecclesiastiche. Jobst Kraus dell’accademia evangelica di Bad Boll ha esortato le Chiese a gestire i propri centri per le riunioni “in modo sobrio ed ecologico, senza imitare gli standard alberghieri correnti”. Il portavoce degli incaricati per l’ambiente delle diocesi austriache, Ernst Sandriesser, ha sottolineato che l’impegno per l’ecologia da parte di singoli parroci o direttori di case di formazione ecclesiastiche non è più sufficiente. “Vent’anni fa si pensava ancora che l’impegno di singole persone attive potesse contagiare anche gli altri. Le Chiese devono promuovere tecniche di riscaldamento ecocompatibili e promuovere una nuova mentalità nei confronti dell’uso delle auto”. Markus Vogt della facoltà salesiana di filosofia e teologia di Benediktbeuern ha esortato le Chiese a occuparsi maggiormente delle biotecnologie in campo agricolo. “Bisogna interrogarsi circa le conseguenze delle mutazioni genetiche delle piante per quanto concerne la varietà delle specie, le possibilità del mercato dei produttori di tutto il mondo e la libertà di scelta dei consumatori. I cristiani non possono sottrarsi a queste domande”, ha ammonito. Sottolineando come le biotecnologie in campo agricolo comportino rischi per tutte le persone, Vogt ha respinto la tesi secondo cui le mutazioni genetiche delle piante possano risolvere il problema della fame nel mondo: “La fame è sempre il risultato di una disparità sociale: in una parte del mondo viene prodotto un surplus di cibo, nell’altra domina la fame”.