“Un gran business e una grande truffa”. È il commento di Fernando Sebastián Aguilar, arcivescovo di Pamplona (Spagna) sul Codice da Vinci. Per il prelato si tratta di “una montatura economica nella quale viene deformata l’immagine di Gesù Cristo”. Per mons. Sebastián, che è uno dei vescovi spagnoli che ha parlato pubblicamente del Codice da Vinci, “noi cristiani non dobbiamo spaventarci perché non dice niente serio che possa mettere in discussione le basi storiche del cristianesimo scientificamente stabilite” e quindi “non c’è ragione per diventare nervosi né per provare almeno curiosità”. A suo avviso “non vale la pena prenderlo sul serio” visto che “la sua forza sta nella propaganda, nella morbosità che risveglia, nella debolezza di molte coscienze”. “Chi voglia venire a sapere qualcosa su Gesù è meglio che legga i vangeli”, consiglia. Senza boiccotare il film, avverte: “Chiunque voglia leggere l’opera o vedere il film lo faccia, senza credulità però e senza lasciarsi trascinare in maniera infantile dal fascino dalla presentazione”. Il vescovo richiama ad “una certa distanza critica” di fronte a “questo libro deplorevole che ha risvegliato la curiosità di molti e ci offre un’occasione eccellente per spiegare ai cristiani e ai non cristiani, le vere origini storiche del cristianesimo, le fonti documentali della conoscenza di Gesù, della sua vita e del suo messaggio, e spiegare come furono i primi anni della vita della Chiesa e l’espansione della fede cristiana nel mondo conosciuto”.