INGHILTERRA

Il prete “setaccio”

La missione ecumenica di padre Michael Seed: incontro a tutti, anche a Tony Blair

“Il prete delle star”, così i giornali britannici hanno definito nei giorni scorsi padre Michael Seed, mettendo la sua foto in prima pagina. Ma lui rifiuta con forza ogni titolo. E così all’umile francescano, consulente per l’ecumenismo del Primate cattolico Murphy-O’Connor e direttore spirituale di anglicani famosi passati a Roma, la duchessa di Kent prima cugina della Regina e i ministri Ann Widdecombe e John Gummer è toccato un altro colpo di pubblicità. Questa volta la notizia è che padre Seed da qualche anno celebra Messa per la famiglia Blair (Cherie Blair e I figli sono cattolici praticanti) e che Tony Blair potrebbe diventare cattolico una volta abbandonato il potere. Il primo Ministro, secondo quanto scritto dalla stampa inglese, avrebbe “affidato” la sua vita spirituale a questo frate simpaticissimo, dallo sguardo innocente, dalla disponibilità assoluta nei confronti di chi si rivolge a lui, si tratti di politici importanti, poveri senzatetto o giornalisti. Nato da una ragazza madre a Manchester nel 1957 il piccolo Michael venne dato in adozione, ma perse presto tutti e due i nuovi genitori. Dislessico e solo, educato in una scuola per bambini difficili non ebbe mai un lavoro stabile. Passato dall’Esercito della Salvezza, alla “Chiesa di Inghilterra” e ai battisti è approdato al cattolicesimo dove è entrato a fare parte dei frati della Redenzione. Ordinato negli Stati Uniti, è stato cappellano di ospedale e di prigione prima di diventare consulente per l’ecumenismo per il Primate cattolico, card. Murphy-O’Connor quando la decisione della Chiesa di Inghilterra di ordinare le donne portò molti anglicani a Roma. SirEuropa lo ha intervistato. Padre Seed, lei è stato descritto, anche di recente, come il sacerdote delle celebrità. Come si ritrova in questa definizione? “Non mi piace affatto e non riesco a liberarmene. Proprio io che sono consulente per l’ecumenismo del Primate cattolico Murphy-O’Connor e quindi dovrei cercare di capire gli anglicani e avvicinarli ai cattolici vengo presentato come colui che li converte. Trovo anche molto doloroso ritrovarmi sulle prime pagine di tutti i giornali come il sacerdote delle celebrità. Non mi piace affatto. Purtroppo non posso fare granché. Non vado a cercare questi personaggi. Sono loro che vengono da me e mi guardo certo dal convincerli a diventare cattolici perché non credo che abbiamo il monopolio di Dio, anche se la posizione della Chiesa Cattolica è unica perché ci è stata data da Cristo stesso. Non esiste alcun trionfalismo in tutto questo”. Cosa pensa che trovino personaggi come la duchessa di Kent e il ministro John Gummer nella Chiesa Cattolica? “Essa è fondata su Cristo e sull’unità, una Chiesa che abbraccia tutti perché tutti possano credere come è scritto nel Vangelo, come Cristo anche il Papa è responsabile della Chiesa intera e del mondo intero e questo è il motivo per cui alcuni anglicani diventano cattolici per essere in comunione con il cuore di Cristo. Purtroppo devo dire che diventare cattolico, in questo paese dove la fede di Roma ha riacquistato diritto di cittadinanza soltanto all’inizio del 1800 è ancora considerata una azione sovversiva, soprattutto se compiuta da chi fa parte dei circoli di potere”. Vuol dire che esistono ancora pregiudizi nei confronti dei cattolici? “Credo che vi sia ancora l’idea che la Chiesa Cattolica è una organizzazione segreta, abitata da persone molto potenti, in fondo è questa anche l’idea del Codice Da Vinci. Si tratta di un punto di vista assurdo purtroppo ancora diffuso. Ci vuole del tempo prima che la gente cambi idee e modi di pensare”. A che punto è il dialogo ecumenico nel Regno Unito? “Se posso usare il paragone con il gioco del calcio penso che abbiamo allargato troppo la porta ed è diventato facilissimo fare goal. Facciamo fatica ad affermare la verità e così essere ecumenici è diventato troppo facile e troppo comodo, un modo per compiacere noi e altri. Capire bene il significato del ruolo del Papa è importantissimo e seguire quello che il Pontefice dice è essenziale. Ordinare le donne sacerdote, ad esempio, sarebbe fonte di enorme disunità. Certo è possibile non essere d’accordo con alcune posizioni della Chiesa ma esiste una differenza tra una critica sana, che cerca in ogni caso l’unità e un dissenso non sano che porta alla rottura”. Come descriverebbe il suo ministero? “Come pazzia e caos perché finisco per farmi coinvolgere da tante cose così diverse e incontro persone di tutti i generi. Mi considero un setaccio dal quale passano conservatori e liberali e politici di ogni genere che tento di avvicinare a Cristo”. In che rapporti è con Tony Blair? “Sono molto contento di poter aiutare, per quanto posso, la famiglia Blair. Considero celebrare la Messa per loro un piccolo contributo alla loro vita. Ho un’alta opinione del Primo Ministro e di sua moglie e l’avrò sempre. Cerco di aiutarli come posso come farei con chiunque”.