“Conciliare priorità politiche ed esigenze finanziarie”; “migliorare la struttura del bilancio mediante una maggiore flessibilità”; “migliorare la qualità dell’esecuzione dei finanziamenti comunitari”: l’eurodeputato tedesco Reimer Böge, autore della relazione finale, illustra i tre pilastri dell’accordo sulle Prospettive finanziarie 2007/2013, raggiunto ad aprile e firmato la scorsa settimana a Strasburgo nel corso della sessione plenaria dell’Europarlamento (15-18 maggio). A dare solennità all’accordo tra Parlamento e Consiglio – le due autorità di bilancio dell’Ue -, dopo la discussione e il voto nell’emiciclo, il presidente dell’Assemblea, lo spagnolo Josep Borrell, e il presidente di turno del Consiglio, l’austriaco Wolfgang Schüssel, hanno sottoscritto l’intesa sotto gli occhi degli eurodeputati. Borrell ha spiegato che “questo accordo riafferma il ruolo del Parlamento in quanto autorità di bilancio” e che “il compromesso raggiunto rappresenta il massimo che il Parlamento potesse concedere ma anche il minimo per poter far funzionare l’Ue”. Lo stesso presidente ha voluto sottolineare che “l’Europa costa solo 26 centesimi al giorno per ogni europeo”. Il bilancio comunitario avrà valore per i prossimi sette anni, anche se è già prevista una revisione di medio termine nel 2009. Il bilancio raggiunge la cifra complessiva di 866 miliardi, pari all’1,045 per cento del Prodotto interno lordo dei Paesi Ue ed è già orientato ai futuri allargamenti, comprendendo fondi per Romania e Bulgaria.