POLONIA
Incontro dei vescovi a Jasna Gòra e colloquio a Roma su Papa Wojtyla e Papa Ratzinger
L’invito “a fare intensi preparativi per il grande avvenimento della visita in terra polacca di Papa Benedetto XVI” (25-29 maggio) e a “pregare fervidamente per questa intenzione nelle parrocchie e comunità religiose”: così i vescovi della Polonia si sono rivolti ai fedeli, nel messaggio finale del Consiglio episcopale permanente del 2 maggio a Jasna Gòra, sotto la presidenza dell’arcivescovo JÒZEF MICHALIK . Per la visita di Benedetto XVI il premier KAZIMIERZ MARCINKIEZICZ ha deciso, pochi giorni fa, la chiusura in tutta la Polonia degli uffici e delle scuole per il giorno 26 maggio allo scopo di consentire a tutti di poter seguire la celebrazione della messa mattutina nel centro città in piazza Pilsudski. Nel pomeriggio Benedetto XVI sarà al santuario della “Madonna Nera” di Jasna Gòra, dove incontrerà i religiosi, le religiose, i seminaristi e i rappresentanti dei movimenti e della vita consacrata. Qui di seguito alcuni richiami ad eventi e ricorrenze storiche che riguardano la Polonia in questi giorni e i contenuti di un colloquio internazionale, svolto a Roma, sul tema “Dal Papa dalla Polonia al Papa dalla Germania”. DA 350 ANNI SOTTO LA PROTEZIONE DI MARIA. I vescovi polacchi hanno particolarmente sottolineato la felice ricorrenza del 350° anniversario della “consegna della Polonia sotto la protezione della Madre di Dio, ad opera del re Jan Kazimirez”, evento che ha segnato il cammino spirituale del popolo polacco nelle alterne e anche drammatiche vicende storiche degli ultimi secoli. Inoltre, i vescovi hanno invitato i fedeli a ricordare altri due anniversari: il 25° dell’attentato in piazza San Pietro a Giovanni Paolo II, miracolosamente sopravvissuto ai colpi di Ali Agca, e il 25° anniversario della morte di un’altra figura molto amata in Polonia: quella del “Primate del Millennio”, il card. Stefano Wyszynski, che è stato guida forte e chiara della Chiesa negli anni più difficili del regime comunista, e per il quale è stata consacrata la “Casa a ricordo del card. Stefano Wyszynski”. I vescovi si sono anche occupati di “Radio Maryja”, una tra le emittenti più ascoltate nel paese, guidata dai padri Redentoristi ed è stato stabilito un accordo per la cura pastorale dell’emittente. È stata istituita una medaglia al “Merito per Opere di Apostolato”, assegnata all’Azione cattolica polacca. CAMMINO DI RIAVVICINAMENTO. “Sia Karol Wojtyla, sia Joseph Ratzinger hanno vissuto le atrocità della guerra guardandole da prospettive diverse. Tutti e due sono stati ispirati dallo stesso spirito di costruire dopo la guerra un mondo pacifico, basato sulla riconciliazione reciproca secondo l’insegnamento del Vangelo”: con queste parole, HANNA SUCHOCKA , ambasciatrice polacca presso la Santa Sede, ha aperto il colloquio sui due Papi, voluto d’intesa con l’ambasciata di Germania per celebrare i 15 anni del trattato di pace tedesco-polacco e la chiusura dell’omonimo “Anno” che sancisce il progredire dei rapporti di amicizia tra i due Paesi. “Nel tempo – ha detto la Suchocka – il riavvicinamento reciproco tra tedeschi e polacchi ha rappresentato un modello su come si possano ricostruire le relazioni tra le nazioni”, mentre il collega ambasciatore tedesco GERD WESTDICKENBERG , ha ricordato che “il 30% dei polacchi ha modificato l’atteggiamento verso la Germania” e a ciò “ha contribuito anche il provvidenziale disegno divino della nomina a successore di Pietro di un figlio della Germania, il card. Ratzinger”. “Da entrambe le parti – ha poi aggiunto – ci si è adoperati per il perdono e la riconciliazione. Il perdono è potenza di Dio che agisce nella storia”. Uno dei due relatori del colloquio, il tedesco BERNHARD VOGEL, presidente della Fondazione Konrad Adenauer, già presidente di due lander, la Turingia e la Renania-Palatinato – ha parlato espressamente di “miracolo”. “Dopo il ‘miracolo’ dell’elezione di Wojtyla – ha detto – ora il secondo ‘miracolo’ di un Papa tedesco. Questo cos’è, se non uno ‘scherzo’ dello Spirito Santo che vuole che i nostri due popoli si rappacifichino?”. DAI RANCORI DELLA STORIA ALL’AMICIZIA. L'”Opera Giovanile Tedesco-Polacca” è uno dei segni di questa rappacificazione: oggi annovera 1,5 milioni di iscritti – ha ricordato Vogel. E l’altro relatore, il polacco WLADYSLAW BARTOSZEWSKI, già ministro degli esteri, ambasciatore, docente universitario e “collega” di Wojtyla sia come giornalista al settimanale “Tygodnik Powszechny”, sia come docente di storia all’università di Lublino, ha ricordato il messaggio dei vescovi polacchi del 1965 a quelli tedeschi e i successivi contatti tra i due episcopati che hanno sancito l’avvio di una rinnovata amicizia tra le due nazioni. Vogel ha ricordato che all’ingresso della Polonia nell’Ue, nel 2004, la frase storica che girava nel Paese era “Adesso siamo giunti a casa”. Era il sogno di Papa Wojtyla di una “casa comune” che “respira con i due polmoni” dell’est e dell’ovest.