Inghilterra: contro il traffico di esseri umani

La Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles ha chiesto al governo britannico di firmare e implementare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’azione contro il traffico di esseri umani. Firmandola il governo si impegnerebbe a concedere alle vittime del traffico un periodo di trenta giorni durante il quale sarebbero in grado di ricevere sostegno e decidere cosa fare. Alle vittime verrebbe anche data l’opportunità di fare domanda di asilo nel Regno Unito. I vescovi hanno lodato il governo perché ha lanciato un processo di consultazione sul traffico ma hanno avvertito che occorre che la stessa enfasi che viene posta sulle misure di esecuzione della legge venga posta anche sui diritti umani delle vittime. In un comunicato i vescovi notano che migliaia di esseri umani sono “costretti, imbrogliati e forzati attraverso minacce e l’uso di violenza in condizioni di sfruttamento sessuale, compresa schiavitù domestica e lavoro agricolo e manifatturiero”. “Siamo preoccupati in particolare per il benessere dei bambini e delle donne vittime di questa schiavitù. Questi crimini offendono la dignità e l’integrità degli esseri umani”, hanno detto i presuli. In questo momento esiste una sola organizzazione in Gran Bretagna, il “Poppy project”, sostenuto dal ministero dell’Interno, per aiutare le vittime del traffico. Secondo John Joseet, responsabile per la politica per i rifugiati per la Conferenza episcopale le diocesi di Westminster e Southwark a Londra e quella di Portsmouth nel sud sono le zone che accolgono la maggior parte delle vittime di traffico legato al sesso.