Si è svolto nel monastero ortodosso serbo di Peja (Pristina) un incontro dei responsabili delle Chiese cattolica, ortodossa e protestante al quale hanno partecipato anche esponenti musulmani ed ebrei presenti in Kosovo. L’incontro è stato promosso per favorire la coesistenza pacifica, multietnica e multireligiosa, nel Paese ed è terminato con la firma di una dichiarazione congiunta che il vescovo ortodosso Teodosije ha auspicato possa toccare il cuore dei responsabili politici locali e di tutti i cittadini in direzione della pace. “Abbiamo – ha detto don Lush Gjergji, vicario generale dell’amministrazione apostolica di Pristina in un’intervista a Radio Vaticana – per la prima volta insieme analizzato il passato” che è stato “duro e difficile per tutti” per cui “abbiamo tutti sofferto”. “Abbiamo detto che vogliamo rispettarci gli uni con gli altri non solo come individui ma anche come comunità, sia nazionali che religiose” perché “l’odio rappresenta la sconfitta di tutto”.