CCEE - CATECHESI
Piccole comunità per affiancare chi inizia o riprende un percorso di fede
“Il notevole sforzo che si pone in atto nell’iniziazione cristiana e nella catechesi, se non è sostenuto e accompagnato dalla comunità, non può raggiungere il suo obiettivo”. Lo ha detto mons. CESARE NOSIGLIA, vescovo di Vicenza e delegato del Ccee per la catechesi in Europa, concludendo l’incontro dei vescovi e responsabili nazionali della catechesi in Europa, svoltosi in questi giorni, a Roma, sul tema “L’iniziazione cristiana come processo per divenire cristiano”, per iniziativa della Conferenza episcopale italiana e del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee). Valorizzare la catechesi permanente in prospettiva “catecumenale”, proporre “itinerari differenziati meno massificanti e uniformi”, riscoprire la figura del “garante” della fede per i neofiti: sono alcune proposte pastorali emerse dall’incontro, a cui hanno partecipato circa 80 delegati, provenienti da 28 Paesi. Per quanto riguarda i catechisti e gli “accompagnatori” alla fede, secondo Nosiglia occorre “superare la figura dello specialista ed accettare quella del battezzato adulto nella fede che viene chiamato e mandato, a nome della comunità, per affiancare il cammino del catecumeno o iniziato”. Di qui la proposta di una “piccola comunità di sostegno” che affianchi chi si accosta per la prima volta alla fede cristiana anche dopo la celebrazione dei sacramenti, per introdurlo nella più ampia comunità liturgica e pastorale della parrocchia. PER UNA FEDE “ADULTA”. “Molti adulti battezzati non si allontanano dalla Chiesa perché hanno qualcosa contro di noi, non vengono perché non si sentono all’altezza. Si sentono insicuri nella loro fede e non sanno molto bene a cosa sia loro servito il battesimo”. Raccontando la sua esperienza, padre CLEMENS ARMBRUSTER, parroco a Friburgo (Germania), ha presentato il progetto “Weg” (“Percorsi di fede adulta”), realizzato da “team” costituiti all’interno delle parrocchie. Il progetto inizia con alcuni “eventi di informazione” a livello parrocchiale, diretti a “persone che vivono secondo la fede e che desiderano trasmettere la fede”. Una volta formato, in questo modo, il team di responsabili, si organizzano “seminari sulla fede” dove i partecipanti ricevono una sorta di “diario spirituale” in cui annotare la risonanza personale degli incontri, caratterizzati da interventi spontanei, discussioni di gruppo e momenti liturgici e di ascolto della Parola. Dopo i seminari, gli adulti che lo desiderano possono frequentare, per circa un anno, gli incontri parrocchiali regolari nell’ambito di gruppi più piccoli, acquisendo così la consapevolezza che “la vera esperienza di fede cristiana significa ricercare la vita comunitaria”, ha commentato padre Clemens. LA RICCHEZZA DELLE “DIFFERENZE”. Christophe, 35 anni, docente all’università, e Laurence, una ragazza analfabeta e proveniente da ambienti svantaggiati. “Si sono ritrovati nella stessa équipe di assemblea catecumenale. Entrambi si sono molto arricchiti reciprocamente nella riflessione sui testi del Vangelo. Quando sono diventati neofiti, Laurence è diventata la madrina del figlioletto di Christophe”. A raccontare la loro storia è stata BÉATRICE BLAZY, responsabile diocesana di catecumenato degli adulti in Francia, secondo la quale “non può prodursi alcun processo catecumenale senza tener conto degli elementi culturali che influenzano ogni catecumeno”. In Francia, ad esempio, la maggioranza degli adulti che chiedono il battesimo è di origine francese e non segue alcuna religione: “Spesso – informa Béatrice – hanno nozioni scarse o nulle sulla fede cristiana. Alcuni hanno frequentato delle sette o delle correnti come il New age. Gli immigrati sono meno di un tempo: molti sono ordinari del Magreb, ma ci arrivano anche richieste da parte di persone originarie dell’Africa subsahariana o dell’Asia, sempre più numerosi giapponesi e cinesi”. Un numero crescente di domande giunge, inoltre, dalle persone divorziate risposte o dalle coppie di fatto: “è attraverso la prova del fallimento della coppia che certe persone talvolta si rivolgono a Dio e chiedono di essere accompagnate in Chiesa”. Sonia, 22 anni, studentessa di belle arti, si interessa al buddismo e frequenta regolarmente un monastero di questa tradizione; vuole sapere anche cosa sia il cristianesimo, per poi poter scegliere la propria religione. Mohamed, 21 anni, commesso in un negozio, fidanzato con Isabelle che è cristiana: la sua famiglia è di origine algerina, ma è nato in Francia, non ha mai praticato la religione musulmana, vuole essere battezzato per poter cambiare nome e “sentirsi più francese”. Maurice, 74 anni, oggi è bisnonno: già comunista, ha cercato a lungo la fede, e la sua ricerca è appassionante. “I catecumeni più giovani gli hanno chiesto parecchie volte di raccontare la sua storia”, riferisce Béatrice: “Hanno trovato, in ciò che diceva, una bellissima testimonianza della pazienza di Dio nei confronti di ciascuno”.