ECUMENISMO

Insieme per l’Europa

Santa Sede e Patriarcato di Mosca: messaggio comune da Vienna

“Oggi come mai prima d’ora i Paesi europei hanno bisogno di promuovere la sfera dell’educazione morale, poiché la sua assenza o arretratezza può provocare disastrose conseguenze, come la crescita di ogni tipo di estremismo, il declino delle nascite, l’inquinamento dell’ambiente, la violenza e l’umiliazione della dignità umana”. È uno dei passi centrali del messaggio finale con cui si è concluso, a Vienna, il primo “incontro europeo di cultura cristiana”, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura e dal Dipartimento per i Rapporti Esteri del Patriarcato di Mosca sul tema: “Ridare un’anima all’Europa”. Promosso per la prima volta insieme, l’incontro è stato presieduto dal Metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, considerato da molti come possibile successore del patriarca Alessio II e dal card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. Erano presenti alti esponenti della cultura europea e l’iniziativa è stata organizzata dalla fondazione ‘Pro Oriente’, fondata nel 1964 dall’allora cardinale austriaco Franz Koenig e oggi presieduta dall’Arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn. IL MESSAGGIO FINALE . L’incontro si è concluso con un appello rivolto non solo “ai fedeli della Chiesa cattolica e ortodossa, a tutti i cristiani, alle persone di altre tradizioni religiose” ma anche ai leader “politici e pubblici” europei. “Siamo convinti – si legge nel messaggio – del ruolo che l’Europa ha sul destino del mondo”. Ma “senza l’ispirazione dei profondi principi morali caratteristici” non solo della tradizione cristiana ma anche di “molte scuole laiche di pensiero, gli europei non saranno capaci di affrontare adeguatamente le sfide del mondo moderno”. “Solo una solida combinazione dei principi di libertà e responsabilità morale – è la convinzione di fondo dei promotori dell’incontro di Vienna – può aiutare ad assicurare il bene comune presente e futuro dell’Europa”. “Siamo aperti ad un’azione comune con coloro che condividono questa convinzione”, che si dichiarano inoltre “pronte al dialogo con tutti coloro che non condividono pienamente queste idee ma sono aperte a discuterle”. “Le Chiese cristiane, come le altre grandi tradizioni religiose mondiali sono sempre state e rimangono una risorsa per educare la gente alla responsabilità morale”. I “CAMPI DI AZIONE” . L’Europa, “gigante economico e nano spirituale, ignaro delle sue radici, talvolta inconsapevole della ricchezza che possono dare le Chiese per edificare una società giusta e pacifica, fondata sul rispetto della dignità di ogni persona umana perché creata ad immagina e somiglianza di Dio”. Lo ha detto il card. PAUL POUPARD , tracciando le conclusioni dell’incontro viennese. “Il nostro compito – ha detto il cardinale – è ora quello di trovare vie concrete e mezzi pratici per tradurre” in proposte concrete le convinzioni emerse a Vienna. A proporle è stato padre BERNARD ARDURA , segretario del Pontificio consiglio della cultura: nelle sue conclusioni ha sottolineato “le conseguenze demografiche drammatiche” che sta vivendo oggi l’Europa a causa della sua crisi morale e culturale: “il rifiuto del figlio, le unioni senza prospettiva futura o matrimonio, le unioni omosessuali, l’incapacità di condividere la vita con un’altra persona”. “È l’amore per la persona umana – ha aggiunto padre Ardura – che ci spinge a trasmettere i valori del nostro patrimonio culturale europeo”. Da qui alcune prospettive di lavoro comune: le Chiese hanno ribadito a Vienna “l’urgenza a cooperare, in maniera più effettiva, presso le istituzioni” europee (Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio d’Europa) e le agenzie Onu con sede a Parigi, Ginevra e Vienna. Hanno poi sottolineato che la “testimonianza comune” delle Chiese deve riguardare “specialmente i campi più toccati dalla destrutturazione della famiglia, dalla bioetica e da tutto ciò che richiama i valori contenuti nella dottrina sociale della Chiesa”. Altra campo di azione è l’educazione ai valori cristiani. DIALOGO TRA LE DUE CHIESE . In realtà, ha detto il metropolita KIRILL di Smolensk e Kaliningrad, basterebbe seguire i Dieci Comandamenti: “spetta ora alle Chiese ristabilire i parametri etici”. Ma l’azione culturale delle Chiese e la loro incisività dipendono dal cammino ecumenico. “Se sarà la Chiesa russa da sola a porre le domanda sull’etica, il mondo non ci ascolterà, se invece – ha detto Kirill – lo fanno tutte le Chiese, i musulmani come gli ebrei, i protestanti e i buddisti, il mondo ascolterà quel che abbiamo da dire”. “È tempo ora – ha poi aggiunto a margine dell’incontro – di radunare le pietre. Dobbiamo cercare di risolvere insieme i problemi che sono nella agenda delle nostre relazioni”. Il metropolita ha espresso “speranza” per il gruppo di lavoro ortodosso-cattolico che si è creato nel febbraio del 2004 per iniziativa del card. Walter Kasper e del Patriarca Alessio II con il compito di esaminare le difficoltà e i problemi esistenti tra le due Chiese in Russia.