CARITAS/FSE

Moldavia: aumenta il turismo sessuale

Agenzie di viaggio fittizie che propongono ai clienti turchi, italiani e francesi weekend “tutto compreso” in alberghi “rispettosi” della Moldavia, solo che l’unico itinerario previsto è un soggiorno di turismo sessuale, pagando 20 euro al giorno con donne, ragazzi e bambini vittime della tratta. È la nuova tendenza che sta sostituendo oggi il traffico di esseri umani dalla Moldavia verso i Paesi occidentali, perché non è più conveniente alle reti criminali portare le persone all’estero. A raccontarlo a SirEuropa è Otilia Sirbu, direttrice di Caritas Moldavia, a margine dell’incontro “Lottare contro il traffico di esseri umani”, promosso dalla rete europea delle Caritas e da altre organizzazioni cattoliche nell’ambito del IV Forum sociale europeo (Fse) che si è svolto dal 4 al 7 maggio ad Atene, con la partecipazione di oltre 20.000 persone e 600 seminari e convegni su temi quali pace, diritti umani, povertà, per costruire “Un’altra Europa possibile”. Motivo di questo nuovo fenomeno, spiega Sirbu, “è l’impossibilita per i moldavi di ottenere i visti per andare a lavorare all’estero; per farlo sono costretti a ricorrere alle mafie che chiedono loro 2.000-3.000 euro. A molte famiglie, per estinguere il debito, viene chiesto in cambio che qualcuno si prostituisca. Da quel momento è impossibile uscire dal giro. Inoltre il 50% delle donne coinvolte fugge da situazioni di violenza domestica inaudite. Nei villaggi più poveri le madri insegnano alle figlie che la donna se non è picchiata non è amata e a tacere e sopportare”. Per reclutare “manovalanza” girano per il Paese dei camion che raccolgono persone promettendo lavori onesti all’estero. “Ma quei camion non escono mai dalla Moldavia, al massimo vanno in Romania o nei Paesi della ex Jugoslavia”, precisa la direttrice della Caritas del Paese più povero d’Europa, insieme all’Albania. E la cosa più triste, aggiunge, “è che da città come Parigi e San Pietroburgo aumentano richieste di ragazzine di 8-10 anni”. Dal 1993 ad oggi – anno della grande crisi in seguito alla caduta dell’impero sovietico – la popolazione si è enormemente impoverita e si stima che 1 milione di moldavi (circa il 25% della popolazione) sia emigrata all’estero. Per cercare di contrastare la piaga del traffico di esseri umani l’unica possibilità per la Caritas è la prevenzione: nelle scuole, con i bambini di strada, con la formazione professionale e la promozione di occupazione e sviluppo a livello locale. Da qui un appello agli investitori stranieri “perché non aprano fabbriche solo per sfruttare la manodopera a buon mercato senza sentirsi responsabili anche dello sviluppo locale”. E all’Europa la richiesta “di aprire i mercati, perché è inutile produrre cose che ci vietano di esportare”.