GERMANIA

Una nuova idea di missione

Un’interessante riflessione avviata dalla Chiesa tedesca

La teologia della missione e la pastorale missionaria sono al centro del congresso internazionale “WeltMission” (missione universale) della Chiesa cattolica, svoltosi a Freising presso Monaco dal 2 al 4 maggio. Circa 200 i partecipanti all’evento, cui si sono uniti gli ospiti provenienti da Asia, Africa e America. Il congresso è stato organizzato dalla Conferenza episcopale tedesca in collaborazione con il Consiglio cattolico tedesco per le Missioni (Dkmr). Erano presenti rappresentanti dei diversi continenti; per l’Africa, mons. BUTI JOSEPH TLHAGALE Omi, arcivescovo di Johannesburg (Sud Africa). Per l’Asia, mons. JOHN TONG , vescovo ausiliare di Hong Kong; per l’America settentrionale, il card. THEODORE EDGAR MCCARRICK , arcivescovo di Washington D.C. Per l’Europa, card . KARL LEHMANN , vescovo di Magonza e presidente della Conferenza episcopale tedesca; mons. WIKTOR SKWORC , vescovo di Tarnòw, Polonia; mons. GEORG MÜLLER , vescovo di Trondheim, Norvegia, mons. FRANZ KAMPHAUS , vescovo di Limburg, Germania. La prima giornata, intitolata “teologie missionarie dei popoli” è stata dedicata alle esperienze delle Chiese partner. La seconda è stata incentrata sul dialogo sui diversi contesti culturali e sui diversi mondi in cui viene realizzata oggi l’attività missionaria, nonché sulle basi spirituali dell’azione missionaria. Nel corso della terza giornata sono stati discussi gli impulsi offerti alla Chiesa tedesca dalla Chiesa universale per lo svolgimento della propria pastorale missionaria. SORPRENDENTE RINASCITA . “Da alcuni anni, il concetto di „missione” sta vivendo una rinascita sorprendente”: lo ha affermato il card. Lehmann durante una conferenza stampa svoltasi il 2 maggio. “Ciononostante”, ha ammesso, per molti questo concetto è gravato dal passato “come eredità dubbia della storia del cristianesimo e della missione” e rappresenta perciò “un’occasione per riconoscere le colpe piuttosto che un compito per il futuro”. Lehmann ha ricordato il documento della Conferenza episcopale, diffuso nel 2004 e dedicato appunto alla missione, in cui i vescovi avevano espresso critiche sugli errori passati connessi con l’attività missionaria. “Tuttavia occorre opporsi al cliché di una missione cristiana europea che sarebbe consistita per lo più nella distruzione delle altre culture”, ha proseguito citando una serie di equivoci e interpretazioni erronee che hanno pesato sul concetto di missione nei decenni scorsi, tra cui un’idea errata di missione quale attacco ‘occidentale’ o ‘eurocentrico’ alle culture extraeuropee. A tal fine, il card. Lehmann ha auspicato che si possa „riportare alla luce” l’aspetto sostanziale della missione. “Tutti i popoli e tutte le persone hanno il diritto di conoscere che Dio si è rivolto all’umanità di tutte le epoche e di tutti i continenti in Gesù Cristo in modo irrevocabile”, ha dichiarato. “Ciò costituisce la base teologica di qualsiasi missione cristiana. Tutte le Chiese locali radicate nelle diverse culture partecipano al compito missionario delle Chiese universali. La trasformazione della Chiesa occidentale in Chiesa universale ha avuto ripercussioni anche da noi in Germania grazie all’azione di religiosi e sacerdoti dell’Europa dell’est e di oltreoceano. La missione deve essere intesa come compito di tutti i cristiani,” ha aggiunto. “Poiché il mondo è ancora lontano dalla giustizia e dalla pace tra i popoli e la libertà di molti viene ancora disprezzata, la Chiesa è chiamata ad annunciare il proprio messaggio liberatore, che interviene profondamente anche nelle realtà della vita sociale”. IMPARARE INSIEME . Nell’illustrare i contenuti del congresso, mons. Kamphaus ha precisato che l’obiettivo “non è istruire gli altri ma imparare da e con gli altri”. Il vescovo ha poi evidenziato nel suo intervento il legame “intimo” esistente tra la pastorale missionaria nel proprio Paese e la missione nel mondo. Kamphaus ha definito un errore “l’atteggiamento di autosufficienza nei confronti della fede”. Al contrario, il fatto che la pastorale missionaria sia ormai divenuta un concetto fondamentale per la pastorale in Germania, è un “segno di speranza, anche se mentalità ormai consolidate non possono essere modificate rapidamente. In considerazione del nuovo slancio della pastorale nella Chiesa tedesca, Kamphaus ha messo in guardia dall’indebolire l’impegno verso la Chiesa universale, che “rappresenta un punto di forza del cattolicesimo tedesco”. “In mondo sempre più globalizzato non ci si può chiudere in se stessi”, ha ammonito. “La cattolicità della Chiesa vieta qualsiasi provincialismo. Pertanto, la missione universale deve rimanere un obiettivo irrinunciabile della Chiesa in Germania anche in tempi di nuovi sforzi missionari nel proprio Paese”.