COMECE
In seguito ai risultati dei referendum sul Trattato che istituisce una Costituzione Europea in Francia e nei Paesi Bassi, nel giugno 2005 il Consiglio europeo ha annunciato un periodo di riflessione sull’avvenire dell’Europa. La Commissione Europea, da parte sua, presentando il proprio Piano D per la Democrazia, il Dialogo e il Dibattito nell’ottobre 2005, si pone l’obiettivo di stimolare il dibattito a livello istituzionale nell’Unione europea e soprattutto negli Stati Membri. La Presidenza austriaca dell’Ue presenterà un bilancio nel corso del Consiglio europeo del giugno 2006. Ben vengano la riflessione sull’avvenire dell’Europa e gli elementi positivi contenuti nel Piano D. Di fronte all’apparente indifferenza di alcuni cittadini e responsabili politici nei confronti dell’Unione europea, le proposte della Commissione non sono tuttavia più sufficienti a stimolare il dibattito sull’avvenire dell’Europa. Chiediamo, ai responsabili degli Stati Membri e delle istituzioni europee, di affrontare i problemi dell’Europa con rinnovata determinazione e di fornire all’Unione europea un quadro di lungo termine, che permetta la costruzione di una società più giusta in Europa.L’essere umano e la sua dignità inalienabile devono essere al centro dei dibattiti sull’avvenire dell’Europa. Il progetto di integrazione europea non può in nessun caso essere fine a se stesso, ma deve rispondere alle speranze e ai timori di cittadini e cittadine, servire il bene comune e adempiere le responsabilità dell’Europa nei confronti del mondo.Il dibattito sull’avvenire dell’Europa deve anche tenere conto del retaggio, dei valori e degli obiettivi dell’Unione europea, per accrescere il sentimento di appartenenza di cittadini e cittadine. Nel tenere adeguatamente conto delle diverse credenze, sarebbe necessario prestare maggiore attenzione alla fede cristiana e alle convinzioni etiche di un gran numero di persone in Europa.Campagne di comunicazione di breve durata non sono sufficienti a conquistare la fiducia di cittadini e cittadine. È essenziale creare migliori strutture democratiche che rafforzino il rispetto del principio di sussidiarietà e permettano una maggiore partecipazione di cittadini e cittadine, oltre che delle Chiese e degli altri attori della società civile, al processo politico di integrazione europea.Per promuovere il proprio sviluppo economico e sociale, l’Unione europea deve attuare riforme urgenti e necessarie di concerto con gli Stati Membri. Il quadro di riferimento è la Strategia di Lisbona per lo sviluppo e l’impiego. La politica economica delle istituzioni dell’Ue e degli Stati Membri deve rafforzare i provvedimenti politici a favore delle famiglie e promuovere la solidarietà verso i poveri d’Europa e del mondo. Invece di soluzioni su scala nazionale, è inoltre necessario creare un quadro europeo che metta in evidenza i rischi della globalizzazione e offra nuove opportunità a livello mondiale.