ECUMENISMO

Una nuova pagina

Incontro europeo di cultura cristiana (Vienna, 3-5 maggio): i messaggi di Benedetto XVI e Alessio II

“Ridare un’anima all’Europa. Missione e responsabilità delle Chiese”. È il tema dell’incontro europeo di cultura cristiana, promosso – per la prima volta insieme – dal Pontificio Consiglio della cultura e dal Patriarcato di Mosca, con il sostegno della Fondazione “Pro Oriente”. L’incontro (Vienna, 3-5 maggio) è “frutto – si legge in un comunicato diffuso dal Pontificio Consiglio per la cultura – della visita del card. Paul Poupard a Sua Santità Alessio II, patriarca di Mosca, nel novembre 2004”. In quell’occasione, prosegue la nota del Pontificio Consiglio – fu espressa “la comune preoccupazione fra i cristiani in Europa di far fronte all’attuale processo di perdita di identità del Continente, di riflettere sulle radici cristiane dell’Europa e di proporre con forza un progetto di futuro”. All’incontro, co-presieduto dal card. Poupard e dal metropolita Kirill, presidente del Dipartimento per i rapporti esteri del Patriarcato di Mosca, prendono parte esperti di tutta Europa scelti congiuntamente dai due organismi. IL MESSAGGIO DEL PAPA. “La Chiesa, esperta in umanità, non cessa di ribadire che l’Europa, solo conservando e valorizzando appieno il patrimonio valoriale trasmesso dagli antenati, nel rispetto delle diverse tradizioni spirituali che la arricchiscono, può scrivere una nuova pagina della sua storia, rispettando la dignità dell’uomo e bandendo definitivamente abusi e violenze contro i diritti umani”. Così BENEDETTO XVI nel messaggio inviato all’incontro europeo di cultura cristiana. “In molte occasioni – si legge nel messaggio – il Pontefice non ha mancato di rilevare come le popolazioni del Continente europeo si trovino, in questa nostra epoca, interpellate da emergenti domande sul senso della vita, sul valore della libertà e sul futuro stesso dell’Europa. In tale contesto egli le ha costantemente invitate a costruire il loro presente e il loro avvenire alla luce dei valori etici e morali che nel corso dei secoli hanno illuminato la loro storia, facendo al tempo stesso tesoro pure delle esperienze negative del passato”. Le nazioni europee – questo l’auspicio del Papa – “riscoprano in Cristo la loro comune vocazione al servizio della pace e dell’autentico progresso mondiale”. IL MESSAGGIO DEL PATRIARCA DI MOSCA. Anche il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia ALESSIO II è convinto che le Chiese ortodossa e cattolica dovrebbero difendere insieme i valori cristiani di fronte al mondo moderno. Lo ha ribadito in un messaggio inviato all’incontro europeo di cultura cristiana. “È mia convinzione – si legge nel messaggio – che le nostre Chiese, fedeli alla tradizione apostolica riguardo ai fondamenti della visione cristiana, dovrebbero impegnarsi oggi insieme a difendere i fondamentali valori della cristianità”. Secondo Alessio II, ortodossi e cattolici “possono dare speranza ai cuori di milioni di persone che sinceramente ricercano il Regno di Dio e che non si accontentano dei fini utilitaristici che propone la società dei consumi”. Il primate della Chiesa ortodossa russa ha anche espresso la convinzione che “la civiltà europea è costruita sui valori cristiani” e che ciò è un fatto indiscutibile. Ecco perché – ha aggiunto Alessio II – “il popolo della fede deve sempre ricordare ai suoi contemporanei che la vera fonte delle più nobili aspirazioni dell’Europa proviene dal messaggio cristiano dell’amore per Dio e per l’essere umano”. In questo senso, “togliere dalla loro fonte primaria ogni valore e ideale, sebbene luminosi, significa far perdere loro significato” e addirittura correre il rischio che questi stessi valori possano essere usati contro il disegno di Dio sull’umanità. I DUE POLMONI DELLA CHIESA. “Abbiamo molto da condividere, e innanzitutto lo stesso ideale, che ispira la vita delle nostre Chiese, il Vangelo, la buona notizia dell’amore di Cristo, la buona notizia per l’Europa di oggi”. È questo il patrimonio comune che ha reso possibile l’incontro europeo di cultura cristiana. “Insieme (Pontificio Consiglio della cultura e Patriarcato di Mosca, ndr ) – ha detto il card. PAUL POUPARD – prendiamo coscienza degli ostacoli, per meglio affrontarli e delle sfide per meglio superarle. Sono il relativismo morale e lo scetticismo diffuso, Europa senza Dio e senza anima, Europa fredda, imprigionata in un dedalo di leggi e orientata unicamente alla ricerca del profitto. Vogliamo costruire insieme un’Europa di pace, fondata sui pilastri della verità, della giustizia, della carità, della libertà”. Ma per fare questo, l’Europa deve tornare “a respirare con i due polmoni della Chiesa d’Oriente e di Occidente. Le nostre Chiese, ortodossa e cattolica, possono collaborare strettamente”. Il “vuoto spirituale vertiginoso” che si registra in Europa – ha detto il cardinale – chiama le Chiese a “ridare all’Europa la coscienza delle sue radici spirituali e della sua identità culturale, condizione indispensabile per creare all’alba di un nuovo millennio una nuova cultura pienamente europea che sia autenticamente umana e cristiana”. In questo, le “nostre Chiese hanno un grande compito educativo”: quello di dire che “per noi cristiani, l’Europa di cui siamo figli è una persona morale. E per costruirla, occorre darle uno spirito, un ideale, un’anima”.