L’Unione europea ha “bisogno di maggiore trasparenza e maggiore responsabilizzazione nei confronti del pubblico se vogliamo salvaguardare la legittimità del processo decisionale europeo”. Resta in primo piano il tema del rapporto cittadini-istituzioni comunitarie: in questo contesto si inserisce il Libro verde sull’iniziativa europea per la trasparenza, adottato dalla Commissione e presentato dal presidente José Manuel Barroso. Sotto i riflettori soprattutto il lobbismo (sono circa 15mila le sigle ufficialmente presenti a Bruxelles), l’introduzione di obblighi per gli Stati membri di pubblicare informazioni sui beneficiari di fondi Ue e altre prassi istituzionali che consentano “al cittadino di sapere e di capire” come funziona la Comunità, chi beneficia di finanziamenti, a quali “pressioni sono sottoposti gli organismi comunitari”. Secondo l’Esecutivo, che con il Libro verde intende avviare un dibattito pubblico su questi argomenti per giungere ad eventuali provvedimenti, emergono “riserve in merito alle pratiche di lobbismo che si ritiene vadano al di là della legittima rappresentanza di interessi, come ad esempio informazioni distorte sul possibile impatto economico, sociale o ambientale di proposte legislative, campagne di comunicazione di massa pro o contro una determinata causa e possibili conflitti di interesse”. Inoltre, si evidenzia il rischio che “vi sia un’influenza eccessiva da parte di taluni gruppi di interesse sul processo decisionale dell’Ue”.