Sono la prevenzione contro la silicosi e l’eventuale assistenza sanitaria necessaria in caso di malattia a costituire l’oggetto del primo accordo europeo per la tutela della salute di lavoratori appartenenti a settori occupazionali diversi. I cittadini europei e dei Paesi terzi legalmente residenti che quotidianamente “condividono” il contatto con le polveri di silicio ammontano a circa due milioni: nelle vetrerie, in miniera e nel campo dell’estrazione in generale, nei cementifici, nelle fonderie, nelle fabbriche di ceramiche, lane e pietre minerali. Ma anche chi opera nella manipolazione dei suddetti prodotti, nel loro stoccaggio e nel loro trasporto. L’accordo – firmato settimana scorsa dai rappresentanti di sindacati e datori di lavoro in presenza del Commissario Spidla ma che entrerà in vigore solo in Ottobre per un periodo di quattro anni cui seguiranno proroghe automatiche biennali – ha come obiettivo principale la “riduzione dell’esposizione dei lavoratori alle polveri dei cristalli di silicio attraverso l’applicazione di buone pratiche sul posto di lavoro”. Ruolo fondamentale avrà il Comitato di Sorveglianza paritario, che vigilerà sulla corretta interpretazione ed applicazione dell’accordo curando al contempo l’aggiornamento permanente della lista di buone pratiche