IL FUTURO DELL'UE

Le tre grandi questioni

A Bruxelles dall’8 al 9 maggio il primo forum interparlamentare dopo “la pausa di riflessione”

Piano D (democrazia, dialogo, dibattito) – definito dalla Commissione lo scorso anno per dare contenuti e sbocchi concreti alla “pausa di riflessione” sul futuro dell’integrazione, decisa dal Consiglio europeo – comincia a dare i primi, timidi frutti. L’8 e 9 maggio si terrà infatti a Bruxelles il primo Forum interparlamentare, “per consentire uno scambio tra i deputati nazionali degli Stati membri dell’Unione e gli eurodeputati sui grandi temi che preoccupano le opinioni pubbliche dei nostri paesi sull’avvenire dell’Europa”. IDENTITÀ E CONFINI DELL’UE. JOSEP BORRELL , presidente dell’Assemblea Ue e ANDREAS KHOL , presidente del Parlamento austriaco, hanno scritto una lettera ai colleghi dei 25, invitandoli a definire una delegazione nazionale che parteciperà ai lavori. Il programma della due-giorni prevede nel pomeriggio di lunedì 8 i discorsi di apertura di Borrell e Khol, quindi la formazione di quattro gruppi di studio su confini e identità dell’Ue, sul modello sociale europeo, sulla libertà e la sicurezza dei cittadini… La giornata successiva sarà dedicata alla presentazione e discussione dei quattro rapporti finali, al dibattito generale in aula e agli interventi di Wolfgang Schüssel, presidente in esercizio del Consiglio Ue e di José Manuel Barroso, capo della Commissione. I lavori potranno essere seguiti mediante il sito www.europa.eu.int http://www.europa.eu.int> (che dal 9 maggio, Festa d’Europa, passerà al dominio .eu) e sul canale satellitare Ebs. (che dal 9 maggio, Festa d’Europa, passerà al dominio .eu) e sul canale satellitare Ebs. GLI OBIETTIVI DELL’INTEGRAZIONE. L’incontro tra gli esponenti politici è stato preceduto, il 24 e 25 aprile, dal Forum europeo per la società civile, sempre “nel quadro del dialogo sul futuro dell’Ue, lanciato dopo il no alla Costituzione giunto da Francia e Paesi Bassi”. Il rendez-vous era promosso dalla commissione Affari costituzionali dell’Assemblea dei 25, presieduta dal deputato tedesco JO LEINEN , che ha invitato diversi esponenti di organizzazioni della società civile, del volontariato e della cultura “a confrontarsi su ciò che essi si attendono dall’Europa”. La discussione si è concentrata sui “temi identificati dalla risoluzione approvata dal Parlamento lo scorso gennaio”, e quindi “sugli obiettivi ultimi del processo di integrazione e il ruolo dell’Ue sulla scena mondiale”. Le conclusioni di questi Forum verranno prese in considerazione, assieme a quelle di altri Forum programmati in varie città d’Europa e direttamente rivolti ai cittadini, in vista della preparazione del Consiglio Ue del giugno prossimo, che dovrà tirare le prime conclusioni di questo “dialogo”. FEEDBACK: LE ATTESE DEI CITTADINI. La risoluzione parlamentare di gennaio, firmata dagli eurodeputati ANDREW DUFF e JOHANNES VOGGENHUBER , definiva già con un certa precisione i nodi da sciogliere all’interno dei Forum: “Qual è l’obiettivo dell’integrazione europea? Quale ruolo dovrebbe svolgere l’Europa a livello mondiale? Alla luce della globalizzazione, qual è il futuro del modello economico e sociale europeo? Come definire i confini dell’Unione? Come promuovere la libertà, la sicurezza e la giustizia? Come finanziare l’Ue?”. Lo stesso Piano D specifica peraltro gli argomenti sui quali creare dibattito, per “chiarificare, approfondire e legittimare un nuovo consenso sull’Europa”, “far fronte alle critiche e trovare soluzioni laddove le aspettative sono finora andate tradite”. Alla luce di queste considerazioni, la Commissione guidata da JOSÉ MANUEL BARROSO raccomanda agli Stati membri: “di strutturare un dibattito nazionale in ciascun paese”; di concordare “le modalità del processo di feedback“, così da “assicurare che le preoccupazioni e le aspettative dei cittadini possano rientrare e trovare riscontro” nelle sedi istituzionali Ue. PRINCIPI E TEMI CONCRETI. Più precisamente il Piano D, a suo tempo presentato dalla vice presidente MARGOT WALLSTRÖM , invita a riflettere su tre questioni principali. Anzitutto “lo sviluppo economico e sociale dell’Europa”, ossia “la capacità di generare crescita e creare più posti di lavoro, sfruttando al massimo gli effetti della Strategia di Lisbona; i valori comuni su cui si basano i modelli economici e sociali in Europa; le riforme necessarie per affrontare la concorrenza planetaria e le condizioni per uno sviluppo sostenibile”. In secondo luogo, “i sentimenti nei confronti dell’Europa e i compiti dell’Unione”: “partendo dai traguardi già raggiunti e dai benefici concreti apportati dall’Ue alla vita quotidiana (sicurezza dei prodotti alimentari, Erasmus, moneta unica, tutela dei consumatori), il dibattito potrebbe incentrarsi su ciò che secondo i cittadini dovrebbe essere fatto a livello locale e su quale dovrebbe essere il futuro ruolo dell’Unione”. Terzo tema, “le frontiere dell’Europa e il suo ruolo nel mondo”: “la prospettiva di nuovi allargamenti, la capacità dell’Unione di assorbire nuovi membri, la sicurezza globale del continente, le relazioni con i suoi vicini o l’influenza dell’Europa a raffronto con quella di altre grandi potenze mondiali”.