EUROPARLAMENTO

Non solo quella nuvola

Chernobyl, politiche energetiche, nuovi ingressi, studio delle lingue e trasporti

La tragedia di Chernobyl come insegnamento della storia e monito per il futuro. La sessione parlamentare di Bruxelles del 26 e 27 aprile si è aperta con un dibattito nel giorno in cui cadeva il ventesimo anniversario dell’esplosione del reattore della centrale nucleare posta a 120 chilometri da Kiev, “rilasciando nel cielo una nube cinquecento volte più radioattiva del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki”. Proprio nel momento in cui l’Ue riflette sulla propria politica energetica, tornano a dividersi gli schieramenti pro e contro il nucleare. Nell’agenda dei lavori degli eurodeputati erano inscritti diversi altri argomenti, fra i quali una interrogazione sulla futura adesione di Romania e Bulgaria, la promozione del multilinguismo, il finanziamento delle reti transeuropee. BULGARIA E ROMANIA NELL’UE DAL 2007? Dal Parlamento salgono numerose perplessità circa la preparazione di Bulgaria e Romania all’ingresso a pieno titolo nella Comunità a partire dal 1° gennaio prossimo. Una interrogazione orale ha avviato un dibattito in aula in cui è stato chiesto alla Commissione se “ritiene che i due paesi saranno pronti per il 2007”, oppure se sarà necessario rinviare – come consente l’art. 39 del trattato di adesione – la data del “matrimonio”. La decisione spetta al Consiglio dei capi di Stato e di governo, ma è competenza della Commissione proporre al Consiglio di valutare tale possibilità. Più precisamente i dubbi dei deputati riguardano lo stato “della riforma del sistema giudiziario”, “la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata”, “ambiti che destano preoccupazione e che richiedono sforzi e risultati più incisivi da parte dei due Stati”. Le “clausole di salvaguardia”, il “sistema di monitoraggio serrato”, e la possibilità di formulare nei prossimi mesi delle “raccomandazioni”, appaiono gli strumenti giuridici con i quali l’Unione potrebbe sollecitare Bucarest e Sofia a realizzare quella modernizzazione interna che consentirebbe di centrare l’obiettivo dell’adesione secondo il calendario previsto. STUDIARE LE LINGUE DALLE SCUOLE PRIMARIE. Nel corso della sessione è stata presa in esame una relazione riguardante la promozione del multilinguismo e dell’apprendimento delle lingue straniere che, secondo i deputati, “dovrebbero essere studiate sin dalla più giovane età” e al contempo inserite “nel quadro del programma relativo alla formazione durante tutto l’arco della vita”. Secondo il testo firmato dal rappresentante greco MANOLIS MAVROMMATIS , “la conoscenza delle lingue permette infatti un miglior utilizzo del potenziale umano e favorisce la mobilità all’interno dell’Unione”. La relazione appoggia quindi la Comunicazione della Commissione Barroso che intende introdurre un indicatore europeo di competenza linguistica comune a tutti gli Stati membri. Il Parlamento insiste sul fatto che “la capacità di comprensione e comunicazione in altre lingue oltre a quella materna e il perfezionamento delle competenze linguistiche sono fattori importanti per il raggiungimento dell’obiettivo di un migliore utilizzo del potenziale umano in Europa. Tale capacità, inoltre, è ritenuta indispensabile per tutti i cittadini europei per favorire il pieno esercizio dei diritti e delle libertà derivanti dalla mobilità all’interno dell’Ue e per poter dar vita a un mercato del lavoro realmente europeo”. FINANZIARE LE RETI DI TRASPORTO. L’Assemblea Ue dimostra costante attenzione anche alle tematiche economiche, infrastrutturali, dell’innovazione e della ricerca. La conferma viene dalla pressante richiesta di stanziare fondi di bilancio adeguati per proseguire i lavori delle reti di trasporto che superano i confini nazionali (Rte-T), finalizzate al movimento delle persone e delle merci. La posizione della commissione parlamentare trasporti e turismo è espressa dal presidente, l’italiano PAOLO COSTA : “Il completamento delle reti di trasporto transeuropee riveste un’importanza fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona”; “per incrementare la propria competitività, l’Europa necessita di una rete omogenea piuttosto che di un collage di progetti disgiunti gli uni dagli altri”. La concretezza di tali progetti “mette anche in gioco la credibilità delle istituzioni europee agli occhi delle regioni e dei cittadini europei”. I deputati sottolineano che, “sulla base delle prospettive finanziarie 2007-2013 proposte dal Consiglio, le reti transeuropee riceveranno un finanziamento di appena 6 miliardi di euro”, cioè “meno di un terzo dell’importo proposto dal Parlamento” e ritenuto indispensabile allo scopo. Spetta ora alla Commissione garantire un importo sufficiente nel bilancio comunitario per le Rte-T, cofinanziando “almeno i progetti chiave prioritari nei prossimi sette anni”.