CHERNOBYL

Chi può garantire?

Energia nucleare: i cristiani tedeschi per uno sviluppo sostenibile

25 aprile 1986: esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, in Ucraina. Il più grande incidente nucleare finora verificatosi. Una sciagura le cui conseguenze non si sono ancora esaurite. In occasione del 20° anniversario di Chernobyl, le Chiese tedesche prendono posizione sul nucleare, ribadendo le tesi della conservazione del creato e dell’utilizzo di energie pulite. RISCHIO INACCETTABILE . Nella diocesi di Müster, il 25 aprile, il comitato diocesano dei cattolici ha auspicato uno “sviluppo sostenibile quale principio fondamentale di un politica responsabile. L’energia nucleare è una forma di energia incontrollabile in caso di guerra, terrorismo e in materia di stoccaggio definitivo”. Secondo il comitato, la gestione delle centrali nucleari è “un rischio non più accettabile. Chernobyl ci rammenta costantemente che non esiste sicurezza assoluta nello sfruttamento dell’energia atomica. Per questo motivo, la posizione cristiana dello sviluppo sostenibile propugna una politica di risparmio energetico il più ampia possibile”, in quanto essa “rappresenta la forma più semplice di protezione climatica”. Ma a ciò deve affiancarsi l’incremento dell’efficienza energetica e dell’utilizzo dell’energia rigenerativa, quale quella solare o eolica. Il Comitato ha inoltre presentato proposte per attuare questi principi nel quotidiano, per esempio con l’acquisto di energia rigenerativa, come da anni avviene nelle parrocchie della diocesi. AIUTARE LE VITTIME . Renovabis, l’azione sociale di solidarietà per i Paesi dell’Europa centrale e dell’Est, ha ricordato la necessità di “ulteriori aiuti per le vittime” di Chernobyl. Padre Dietger Demuth, direttore dell’opera, ha posto l’accento sull’incremento anomalo delle malattie legate alle radiazioni emesse dal reattore vent’anni fa, il trasferimento forzato di molti dalle zone contaminate con le ripercussioni a livello psicologico della sciagura. In particolare, Demuth ha sottolineato che “la povertà è, tra molti altri, uno dei problemi maggiori”; di qui l’impegno di Renovabis, affinché le vittime “percepiscano che non sono abbandonate, che esiste un’alternativa a darsi all’alcool o persino a porre fine alla loro esistenza”. Con i fondi raccolti l’azione finanzia provvedimenti per la popolazione colpita: recentemente sono stati stanziati altri 400.000 euro per accogliere i bambini in sei centri in Ucraina. Negli ultimi dieci anni l’opera ha messo a disposizione circa 1,5 milioni di euro. EQUITÀ TRA GENERAZIONI . La rinuncia immediata all’energia atomica è stata invece chiesta il 24 aprile dal movimento della gioventù rurale cattolica tedesca (KLJB). “Gli enormi rischi dell’uso dell’energia nucleare non possono essere ignorati e lo stoccaggio finale, l’irradiazione durante la degradazione dell’uranio, nonché le possibilità di un utilizzo militare parallelo sono problemi irrisolvibili. È un peso incredibile che i responsabili di oggi vogliono lasciare alle generazioni future”, ha affermato Elmar Schäfer, responsabile federale del KLJB. Il movimento ha indicato le “alternative sicure…, disponibili da tempo: l’energia ricavata dal sole, dal vento, l’energia idrica, geotermica e della biomassa”, nonché l’esigenza di un utilizzo responsabile del potenziale di risparmio energetico. “La politica energetica deve soprattutto significare anche un atteggiamento serio verso il principio dell’equità tra le generazioni. Chi si orienta unicamente agli utili finanziari a breve termine dovrà pagare in seguito un conto salato”, ha aggiunto Schäfer. Il movimento era tra gli organizzatori dell’incontro Youth Energy Summit YES’06, svoltosi a Berlino il 20 aprile dove con specialisti si è discusso sulle prospettive energetiche, presentando idee sull’approvvigionamento energetico del futuro. “Vogliamo un approvvigionamento energetico senza energia atomica e vogliamo abbandonare l’energia fossile che surriscalda il clima. Lo sviluppo delle energie rinnovabili deve essere accelerato”, ha affermato Franziska Vogt, rappresentante di KLJB alla conferenza. CAMBIARE MENTALITÀ . Anche la Chiesa evangelica ha ricordato le vittime di Chernobyl: una celebrazione si è svolta il 26 aprile a Berlino, con il sermone pronunciato dal presidente del consiglio dell’Ekd, vescovo Wolfgang Huber. “Non possiamo dimenticare le vittime dei tumori in Bielorussia e in Ucraina, aumentate in modo drammatico negli ultimi 20 anni. Queste persone hanno ancora bisogno di aiuto”, ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio dell’Ekd, Christoph Kähler. E il vescovo evangelico della Sassonia, Axel Noack ha dichiarato: “Non solo noi cristiani siamo tenuti a impegnarci per la conservazione del mondo – del creato. Possiamo sostenere questa responsabilità solo rinunciando a tecniche che comportano conseguenze imprevedibili e irreversibili. La catastrofe di Chernobyl ha dimostrato che i pericoli dell’energia atomica non sono controllabili”.