UNIVERSITÀ
Il sapere e la ricerca per la crescita dell’Europa: incontro a San Gallo (28-30 aprile)
Le prospettive della pastorale universitaria dopo la Gmg di Colonia, la preparazione di un incontro europeo dei docenti universitari, il ruolo degli studenti nella pastorale. Sono alcuni temi al centro dell’incontro del Gruppo di coordinamento del Comitato europeo dei cappellani universitari, in programma a San Gallo (Svizzera) dal 28 al 30 aprile per iniziativa del Consiglio delle Conferenze episcopali europee. Undici le Conferenze episcopali rappresentate: Austria, Federazione Russa, Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Ucraina. All’incontro parteciperanno anche il vescovo di San Gallo, mons. Ivo Furer, e padre Enrique Climent, delegato della Federazione delle Università Cattoliche Europee (Fuce). Tra i relatori dell’incontro, in cui ci si soffermerà anche sulla V Giornata europea degli universitari e sul prossimo incontro dei delegati nazionali di pastorale universitaria (Roma, 28 settembre – 1° ottobre 2006), mons. Lorenzo Leuzzi, coordinatore del Comitato, mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee, don Augustin Del Agua, responsabile della pastorale universitaria della Spagna, mons. Bruno Stenco, direttore dell’analogo ufficio della Conferenza episcopale italiana. L’ultimo incontro del cappellani universitari europei si è svolto un anno fa a Bratislava (Slovacchia). Sono circa un migliaio i cappellani universitari del nostro continente, a servizio di un “popolo di studenti” che oscilla tra gli 8 e i 10 milioni. PER IL BENE DELL’EUROPA “Perché parlare di pastorale universitaria in Europa ha senso oggi? Innanzitutto perché le università, sorte nel medioevo e diffuse su tutto il continente, sono lì a testimoniare che la prima unità europea fu ben più profonda di una mera unità geografica, mercantile o politica”. A questo primo motivo mons. Aldo Giordano, segretario del Ccee, ne aggiunge un secondo nel presentare l’incontro dei cappellani universitari a San Gallo: “Perché, la battuta di arresto al processo di unificazione europea, sopraggiunta dopo gli esiti negativi dei referendum di Francia ed dei Paesi Bassi, mostra come la nuova Europa ha bisogno di trovare il sostegno ideale che alla prima Europa venne dall’umanesimo cristiano. I profondi mutamenti culturali degli ultimi decenni, la rilevanza delle nuove scoperte, soprattutto in ambito della biotecnica, i disagi di una trasmissione del sapere, sempre più specializzata, insieme all’aumento della diretta partecipazione della società civile all’ambito accademico, rendono oggi l’università un ambiente di azione pastorale specifico e privilegiato, e via di nuova evangelizzazione che interroga la responsabilità di tutte le comunità cristiane. Inoltre, la comunità universitaria, costituita da docenti, studenti, ricercatori e personale amministrativo, è tra le componenti sociali più mobili del nostro continente. In questo senso, il processo di unificazione del vecchio Continente potrà certamente ritrovare nuova linfa se la Chiesa saprà accompagnare e indirizzare la comunità universitaria a riscoprire la sua funzione primaria che è la continua indagine della verità mediante la ricerca, la cura e la comunicazione del sapere”. BREVE STORIA. Nel 1998, il Vicariato di Roma in collaborazione con la Congregazione per l’Educazione Cattolica, il Pontificio Consiglio della Cultura e il Pontificio Consiglio per i laici organizzano a Roma, in occasione del 50° anniversario della Cappella universitaria di Roma “La Sapienza”, il Primo Congresso dei Cappellani universitari d’Europa a cui prendono parte cappellani universitari di ogni paese europeo. Nel corso dell’udienza del 1° maggio 1998, Giovanni Paolo II sollecitò una maggiore collaborazione tra cappellanie a livello nazionale ed europeo in vista delle celebrazioni giubilare del 2000: “Nell’anno duemila sono in programma un incontro mondiale dei docenti universitari e la Giornata Mondiale della Gioventù. Sono due appuntamenti molto significativi, per i quali è necessario creare una più stretta collaborazione tra le Cappellanie universitarie a livello nazionale ed europeo, onde favorire una specifica preparazione ed una più qualificata partecipazione del mondo universitario”. A tale fine, al termine dell’incontro di Roma si consolidò l’idea di istituire un piccolo gruppo di coordinamento tra cappellani universitari in Europa. Dal 1999 al 2000, il Comitato europeo dei cappellani universitari è impegnato nella realizzazione del Giubileo dei docenti universitari (settembre 2000). Dal 2001 il Comitato è inserito nella Commissione Catechesi, Scuola e Università del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa guidata da mons. Nosiglia. Da allora il Comitato europeo, che si incontra due volte l’anno, organizza annualmente l’incontro dei direttori nazionali della pastorale universitaria delle Conferenze episcopali d’Europa (Madrid 2002; Roma 2003, Vienna 2004, Budapest 2005). Dal 2002 promuove le Giornate Europee degli universitari: un incontro degli universitari italiani con il Santo Padre e con collegamenti con cappellanie di ogni parte d’Europa.