Uova in vasi di ceramica dipinti a mano donate dalle autorità musulmane, riavvicinamento con la comunità ebraica e con le altre confessioni cristiane. Sono questi, per padre Rubén Tierrablanca, che guida la Fraternità francescana internazionale presente a Istanbul, “i segni che stanno accompagnando questa Pasqua 2006, celebrata contemporaneamente con gli ebrei, e una settimana prima di quella ortodossa del 23 aprile scorso”. Si è trattato di una Pasqua “segnata da un clima di collaborazione e di amicizia sul piano dei rapporti ecumenici e interreligiosi”. A partire dal rapporto con le autorità civili. “Il presidente del nostro municipio – ha raccontato a Fides il religioso – ha inviato alle comunità cristiane (cattoliche, ortodosse, armene, siriache e protestanti) delle uova in un vasetto di ceramica cinese per tutti i fedeli che frequentano le nostre chiese e per augurarci Buona Pasqua. Egli è di religione musulmana, ma nutre grande stima della religione cristiana e dei cristiani del suo territorio”. Inoltre, la festività ha contribuito anche ad avvicinare la comunità cattolica e quella ebraica: “Avendo celebrato quest’anno contemporaneamente la Pasqua ebrei e cristiani, il Gran Rabbino d’Istanbul, Izak Haleva ha accolto domenica pomeriggio i diversi rappresentanti religiosi nella sua residenza per il mutuo augurio di buona Pasqua. Ai fratelli maggiori abbiamo espresso l’augurio Pesah Same’ach!”. “Buoni” frutti anche sul piano ecumenico: “Il Lunedì dell’Angelo, Mesrob II, il Patriarca della Chiesa Armena apostolica ha invitato tutti gli altri rappresentanti cristiani nella sua residenza. “Questa esperienza di vita nuova – ha concluso – è in contrasto con l’inclinazione dei mass-media turchi che mettono in risalto le nostre difficoltà, oppure ridicolizzano i simboli cristiani dicendo, per esempio, che per i bambini cristiani la Pasqua è gettarsi uova addosso. Cerchiamo di testimoniare che Pasqua è molto di più”.