Cento rappresentanti canonici delle cattedrali spagnole sono riuniti nei giorni scorsi a Toledo per discutere su come evangelizzare i media. “Non ci vediamo riflessi nell’immagine della Chiesa che appare sui media”, ha detto Francisco Serrano Oceja, caporedattore della rivista Alfa y Omega, ricordando che “la relazione tra Chiesa e media è oggi un problema di rapporto tra la Chiesa e i mediatori. Un giornalista è ciò che sono le loro fonti”. Per Serrano Oceja, docente all’Università San Pablo-Ceu di Madrid, il compito della Chiesa è trasformarsi in “fonte abituale di informazione”. A suo avviso “le lamentele dei media rispetto alla Chiesa riguardano la carenza di trasparenza informativa sui temi ecclesiali” e una “scarsa accettazione della critica dell’istituzione e dei suoi membri”. Per Serrano esiste una “mancanza di competenza e di professionalità nel trattare i temi religiosi” ed una “tendenza a semplificare ed usare schemi politici in tutto e per tutto”. Ma soprattutto una “propensione ad esaltare il marginale, l’aspetto pittoresco, esoterico ed eterodosso” nelle notizie. Per quanto riguarda i media, ha lamentato la “prepotenza” dei media che “difficilmente accettano le rettifiche”. Secondo Serrano “una norma della Chiesa deve essere l’informazione” e mentre i segreti dovrebbero essere “una eccezione”.