Anche l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams ha denunciato con forza il fascino crescente per le teorie ipotizzate da testi di grande tiratura mediatica come il Codice da Vinci di Dan Brown e il manoscritto del “Vangelo di Giuda”. Lo ha fatto in occasione dell’omelia pronunciata domenica 16 aprile, alla messa di Pasqua nella cattedrale di Canterbury. Il capo della Chiesa anglicana ha criticato il modo in cui la società moderna celebra le grandi feste cristiane, rimuovendo però le fondamenta cristiane di quelle commemorazioni e le basi storiche su cui poggia la fede cristiana. “Ecco perché – ha detto Williams che oltre a guidare la Comunione anglicana è anche uno dei teologi più accreditati di Inghilterra – non suscita grande sorpresa vedere la copertura mediatica che è stata accordata recentemente alla scoperta del Vangelo di Giuda, un testo che scardina le fondamenta tradizionali della fede cristiana, dando un’altra versione della storia della passione e della resurrezione”. Nel manoscritto cui fa riferimento l’arcivescovo, Giuda non appare come un traditore ma come un iniziato che avrebbe denunciato Gesù ai Romani, su richiesta però di quest’ultimo e per la redenzione del mondo. Il successo che ha ricevuto questa teoria – ha detto Williams – “ci ricorda la copertura mediatica esasperata del Codice Da Vinci”. “Evidentemente ciò dimostra quanto siamo affascinati da tutte le suggestioni che riguardano la storia di Gesù e rimandano a cospirazioni e manipolazioni”. Ci si approccia però a questi testi con grande ingenuità – ha aggiunto Williams – “considerandoli come comunicati diffusi da fonti ufficiali” mentre la loro intenzione è solo quella di “celare la vera storia”.