benedettini
Europa: luoghi in cui preghiera e silenzio sono a sostegno dell’impegno
“La confederazione benedettina conta oggi, nel mondo, poco più di 8mila monaci e 17mila monache, suddivisi in oltre mille monasteri. Un movimento in crescita nei Paesi in via di sviluppo e in stallo nel mondo occidentale. Una pausa dovuta più al calo demografico che al minore appeal che suscita questa forma di vita contemplativa”. È sicuro NOTKER WOLF , abate primate dei benedettini: “Il fascino della vita monastica non è in calo ma deve lottare oltre che con la diminuzione delle nascite, anche con un sempre maggiore secolarismo. Siamo di fronte a dei cicli: dopo il boom dei decenni scorsi adesso viviamo una fase di rallentamento”. Ma dopo più di 1500 anni il monachesimo è in crisi? E quale contributo può dare ad un’Europa secolarizzata? C’è ancora spazio per l’esperienza monastica nel Vecchio Continente? Esiste un modello di monachesimo adatto per l’Europa di oggi? “È difficile parlare di un modello di monachesimo per l’Europa attuale. Si tratta, a mio avviso, di tornare agli elementi monastici come li descrive il Patriarca Benedetto: preghiera, lavoro, obbedienza, silenzio e lectio divina. Sono questi i tratti distintivi del monaco di ieri e di oggi. Vorrei aggiungere anche la dimensione della vita comunitaria, che promuove una buona relazione tra fratelli e sorelle della comunità. Questa, ritengo, sia la migliore testimonianza che si possa dare al mondo e al Vecchio Continente, un esempio che cattura i giovani”. C’è un messaggio che più di altri la tradizione lascia in eredità al Vecchio Continente? “Mettere Dio al centro della nostra vita, o come dice san Benedetto, nulla anteporre all’amore del Cristo. Posso ingannare il mondo intero, posso ingannare anche me stesso ma non posso ingannare Dio. Questa è la grande lezione di Benedetto da Norcia. Se l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio non può e non deve ingannare altre persone. Dunque l’urgenza del rispetto della persona umana quale creatura di Dio”. Sembrerebbe un messaggio poco recepito visto quanto alcuni Paesi europei stanno realizzando in tema di difesa della vita e della famiglia… “Ciò che sta accadendo in Europa, legislazioni che minano i valori naturali umani, eutanasia, aborto, adozioni concesse a coppie omosessuali, unioni gay, pacs, sembra non tenere conto dei valori evangelici. Stiamo davanti alla decomposizione della società minata dal relativismo etico. Se continuo per anni a fumare sigarette non devo meravigliarmi, poi, se mi ritrovo malato di cancro”. Non è che nell’Europa laicista il monachesimo stia perdendo di impatto? “Direi di no! Se guardo la realtà vedo che i monasteri diventano sempre più centri di preghiera, di incontro e di cultura. C’è molta gente, specie giovani che cercano la comunità. Ci sono monasteri in Europa dove ogni fine settimana si ritrovano migliaia di giovani per pregare e stare insieme. I monasteri stanno diventando luoghi di speranza, come Taizé”. Sono anche luoghi di modernità? “Certo, ma una modernità diversa, più profonda. Se modernità vuol dire non professare più valori sinceri allora siamo luoghi di tradizione assoluta. Ma se modernità significa dare una vera risposta ai bisogni profondi della società attuale allora siamo luoghi di modernità”. E su temi come la giustizia, la pace, la conservazione del creato cosa può dire il monachesimo? “All’ingresso dei monasteri benedettini molto spesso è scritto pax. La pax intesa alla maniera benedettina sta a ricordare che siamo tutti deboli. La pace esiste solo se c’è perdono. Pace è perdonarsi gli uni gli altri perché non siamo perfetti. Prima di tutto il perdono, poi la giustizia. Benedetto diceva che l’abate deve disporre tutte le cose in modo giusto. Così facendo opera nella giustizia e garantisce la pace. La giustizia base della pace”. C’è spazio per la Regola benedettina nell’Europa di oggi? “L’Europa, dice Benedetto XVI, ha bisogno di uomini come san Benedetto da Norcia. La Regola che viviamo nei nostri monasteri porta frutti. In Germania, per esempio, in ogni monastero ci sono dei novizi, c’è interesse per questa vita contemplativa. La gente è alla ricerca e San Benedetto traccia una strada verso il futuro”.