GMG
Domenica 9 aprile la XXI Gmg nelle diocesi: i frutti della grande avventura di Colonia
“Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”. È questo il tema scelto da Benedetto XVI per la XXI Giornata mondiale della Gioventù che quest’anno si celebra a livello diocesano il 9 aprile, Domenica delle Palme. Per l’occasione si terrà in Italia (6-9 aprile a Sassone di Ciampino – Roma) l’incontro internazionale dei responsabili delle Gmg durante il quale sarà fatta “una valutazione della Gmg 2005 dal punto di vista pastorale” e si parlerà di Sidney 2008 con il card. Gorge Pell, arcivescovo della città australiana. L’incontro si concluderà domenica 9 aprile in piazza San Pietro con la Messa delle Palme, presieduta dal Papa, durante la quale avverrà il passaggio della Croce della Gmg dai giovani tedeschi ai giovani australiani. A Sassone sarà presente anche mons. Michael KÜhn, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile tedesca. SIR Europa gli ha rivolto alcune domande. Qual è stato l’impatto pastorale della Gmg sulla Chiesa tedesca? “Per la prima volta tutte componenti della pastorale giovanile, a livello nazionale, diocesano e del mondo dell’associazionismo e dei movimenti hanno collaborato insieme per organizzare la Giornata di Colonia. Una preparazione che ci ha impegnato non solo sul piano logistico ma anche su quello spirituale”. Cosa ha lasciato la Gmg di Colonia all’Europa? “Una grande testimonianza di fede giovanile ma anche tante speranze. Innanzitutto che la Chiesa, a partire dai giovani, costruisca ponti che uniscano i popoli europei, che riducano le distanze tra loro riscoprendo radici comuni e condivise. Colonia ci ha insegnato che l’incontro, il dialogo e la collaborazione sono strumenti necessari all’integrazione europea. L’esperienza dei gemellaggi diocesani ce lo ha mostrato molto chiaramente. Attraverso la conoscenza reciproca si superano le diffidenze e le difficoltà e si costruiscono relazioni durature”. Quali sono i frutti più belli della Gmg di Colonia? “Direi quelli che ognuno ha vissuto nella sfera personale. Tra tutti, però, citerei, la rinascita a livello giovanile dei pellegrinaggi. E questo grazie al pellegrinaggio durato 40 giorni della Croce della Gmg nelle diocesi tedesche. Stiamo realizzando un sussidio pastorale proprio sul pellegrinaggio dei giovani. Nelle diocesi tedesche stanno fiorendo iniziative di questo genere e in quelle dove esisteva già una tradizione i pellegrinaggi stanno riprendendo vigore. La Gmg è stata un catalizzatore di esperienze che stanno ritrovando senso all’interno del mondo giovanile cattolico. Un altro frutto è la preghiera nei centri parrocchiali, nelle cattedrali e nei monasteri, spesso si tratta della recita dei Vespri. Rispetto al passato si registra un aumento di presenze e di coinvolgimento personale. Esaurita la fase emotiva dell’immediato post-Gmg, oggi vediamo giovani che prendono coscienza e consapevolezza della propria fede”. Questo cambiamento riguarda anche i “lontani” dalla Chiesa? “Riguarda innanzitutto quei giovani che già partecipavano alla vita della Chiesa e seppure in misura minore, anche alcuni lontani. Da parte di questi ultimi abbiamo visto che qualcuno si è riavvicinato alla Chiesa chiedendo anche il Battesimo. L’effetto maggiore è tra quelli che già vivevano un cammino di fede all’interno delle parrocchie, delle diocesi, dei movimenti e delle associazioni. Dopo Colonia i nostri giovani hanno maturato più coraggio”. Cosa intende dire? “Che parlano con molta più libertà ed entusiasmo della loro fede, del loro essere cattolico. Insomma non si nascondono più. Anche nell’ex Germania dell’Est dove normalmente non si parla di fede a causa dell’eredità comunista. Tornando da Colonia molti giovani si sono visti chiedere dai loro coetanei rimasti a casa il senso della Gmg, di quelle giornate passate con decine di migliaia di altre persone da ogni parte del mondo. Questo interesse non comporta subito una conversione ma pone dubbi e domande sulla fede anche in chi credente non è”. Che consiglio darebbe oggi al comitato organizzatore della Gmg di Sidney 2008? “Collaborare insieme a livello diocesano e nazionale. Impegnare tutte le risorse della nazione, ecclesiali e non. Non è l’evento di una sola diocesi ma di un intero Paese. Sul piano spirituale punterei al segno della Croce come simbolo di comunione, di fede e di preghiera”.