SPAGNA

“Sì” alla fedeltà

Famiglia: nonostante l’aumento dei divorzi, è molto amata dai giovani

Nei primi tre mesi del 2006 il divorzio è aumentato del 28% in Spagna rispetto allo stesso periodo del 2005. Sulla portata ed i primi effetti della legge approvata nel luglio 2005 che agevola il divorzio in Spagna SirEuropa ha interpellato LORENA ASENSIO , vicepresidente del Gruppo di realtà catalane della famiglia (www.sobrelafamilia.org), madre di una famiglia numerosa ed esperta in questioni di televisione e bambini. Il “divorzio express” è, a suo avviso, una dimostrazione della poca importanza che si dà al matrimonio? “Il problema viene da lontano e non è una congiuntura che dipende solo dal governo attuale. Fa parte di qualcosa di più profondo, del culto delle relazioni ‘light’. Dopo le generazioni del dopoguerra che davano priorità alla disciplina rispetto ai sentimenti, l’attuale generazione esalta i sentimenti, fino al punto che questi governano la vita e pertanto dominano sulla ragione. Nei due casi c’è estremismo. I sentimenti sono importanti e non dobbiamo ignorarli ma la vita, a mio avviso, deve essere governata dalla ragione e con l’aiuto della forza di volontà. Per questo motivo quando nel matrimonio i due coniugi non sentono ‘più la stessa cosa’ si riempiono di delusione, invece di vedere questi momenti come una nuova sfida o una nuova tappa per scoprire nuovi lacci di vero amore. In quanto alla politica in generale, nel nostro Paese essere familiarista è stato chiaramente stigmatizzato e/o ridicolizzato da alcuni fori e dibattiti nei mezzi di comunicazione. Nonostante la situazione di aumenti di divorzi, l’istituzione più stimata dai giovani è la famiglia. E malgrado la comparsa televisiva dell’infedeltà, per i giovani un fattore decisivo di successo matrimoniale è la fedeltà. Per noi non esiste società più moderna di quella che veda aumentato il suo potenziale creativo con la partecipazione delle nuove generazioni. Se non ci sono bambini, e più tardi giovani, la società diventa reazionaria poiché è stagnante nel suo potenziale creativo e di futuro. Perciò, è fondamentale che il governo reagisca, di qualunque segno politico sia, perché è urgente creare le condizioni affinché i giovani possano formare famiglie stabili e con personalità propria”. Perché un Paese con pochi divorzi è un Paese migliore? “Un Paese con pochi divorzi denota la capacità delle persone di stabilire relazioni solide e di fiducia e gli effetti si riversano vantaggiosamente su tutta la società. Affinché questo sia possibile, è importante che si creino condizioni di rispetto per la dignità delle persone (sia uomini che donne), promuovendo la responsabilità e l’impegno di entrambi nell’obiettivo comune di occuparsi dell’altro ed essere felici l’un l’altro, aprendosi alla generazione di nuove vite e agli altri. I matrimoni con figli sono una dimostrazione vivente della capacità di impegno, speranza e visione positiva di fronte alla vita”. C’è, però, gente che non sceglie di divorziare, ma viene lasciata dal marito o dalla moglie e che poi si rifà una vita. Cosa fare in questi casi drammatici? “Effettivamente, persone illuse, innamorate e con un’idea molto chiara del significato del matrimonio, si possono trovare in queste situazioni. In tali casi, l’appoggio familiare dei genitori, fratelli ed amici attorno alla persona che soffre per l’abbandono può essere fondamentale. La famiglia, quando c’è amore tra i suoi membri, ha una capacità sorprendente di assorbire le più varie situazioni dolorose: disoccupazione, depressioni, dipendenze… Quest’appoggio può essere essenziale per recuperare, in primo luogo, la fiducia in se stessi, per mettere, poi, a fuoco la vita in maniera positiva in relazione ai figli, se ci sono, e agli altri aspetti della vita. In questo senso, è necessario che le politiche non siano solo di tipo assistenziale, ma si tenti anche di fare prevenzione. Bisogna, infatti, tenere conto che ci saranno situazioni di crisi nel matrimonio. È importante il lavoro previo e profondo di conoscenza di ciò che è il matrimonio da parte del ragazzo e della ragazza, facendo partecipare alla formazione delle esigenze e responsabilità del matrimonio anche le istituzioni civili, come succede in altri Paesi del mondo”.