I NUOVI CARDINALI
Otto dei quindici neo-porporati sono europei
Saluti, benedizioni e preghiere hanno scandito il 27 marzo l’udienza di Benedetto XVI ai neo-cardinali e ai loro amici e familiari che ha chiuso il Concistoro, il primo del suo pontificato, iniziato tre giorni prima. Benedetto XVI ha salutato i nuovi Cardinali uno ad uno rivolgendo a tutti un ringraziamento. “Nel rinnovare a voi, Signori Cardinali, il mio fraterno saluto – sono parole del Papa – desidero assicurarvi che continuerò ad accompagnarvi con la preghiera. Gli incontri dell’intero Collegio Cardinalizio con il Successore di Pietro, come è avvenuto anche giovedì scorso, continueranno ad essere occasioni privilegiate per cercare insieme di servire meglio la Chiesa, da Cristo affidata alle nostre cure”. Ai cardinali di lingua inglese, nessuno europeo, William Levada, Gaudencio Rosales, Nicholas Cheong Jin-suk, Joseph Zen Ze-kiun, Peter Dery, Sean O’Malley il Pontefice ha rinnovato “fraterni saluti” ed offerto preghiere per “la missione a servizio della Chiesa universale”. ITALIA. “A voi, venerati Fratelli – ha detto il Papa ai porporati italiani Agostino Vallini (prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica), Carlo Caffarra (arcivescovo di Bologna) e Andrea Cordero Lanza di Montezemolo (arciprete della basilica di san Paolo fuori le mura, Roma) – fanno corona quest’oggi tante persone care, la cui presenza, oltre che segno di amicizia e di affetto, è anche una visibile manifestazione della comunione feconda di bene che anima la Chiesa. Voglia il Signore rendere ognuno di voi testimone sempre più generoso del suo amore”. FRANCIA. Benedetto XVI ha salutato i cardinali francesi Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux, e il gesuita Albert Vanhoye, già rettore del Pontificio Istituto Biblico e Segretario della Pontificia Commissione Biblica, ringraziando quest’ultimo per il suo “fecondo lavoro esegetico” a favore di “numerose generazioni di giovani” offrendo loro “i mezzi per vivere il Vangelo e diventarne testimoni”. “Possiate – è stato l’augurio – avere il tempo per nutrirvi delle Scritture”. SPAGNA. Un saluto particolare Benedetto XVI lo ha rivolto allo spagnolo Antonio Cañizares Llovera, cardinale di Toledo, unendolo a quello per il venezuelanio Jorge Liberato Urosa Savino (Caracas). “I vostri popoli – ha ricordato il Santo Padre – si distinguono per la fedeltà al Successore di Pietro”. Di Cañizares Llovera è stato anche lodato l’ impegno pastorale nelle città di Avila e Granada. POLONIA. Non è mancato il ricordo di Giovanni Paolo II nel rivolgersi al “caro” card. Stanislao Dziwisz” al quale il papa ha espresso “gratitudine per tutti gli anni passati” al fianco di Wojtyla e per “tutto ciò che questo servizio ha portato alla Chiesa”. SLOVENIA. “Un cordiale benvenuto” è stato riservato dal Papa al card. Franc Rodé, rappresentante della Chiesa slovena che come Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica “offre il suo contributo alla missione della Sede Apostolica”. La ricchezza della collegialità Il Concistoro che si è tenuto nei giorni scorsi, è stata “un’intensa esperienza ecclesiale,che ci ha permesso di gustare la ricchezza spirituale della collegialità”. Con queste parole, Benedetto XVI ha introdotto la sua riflessione, prima della recita dell’Angelus, nella IV domenica di Quaresima, lo scorso 26 marzo. Il Papa si è riferito al Concistoro del 24 marzo nel quale sono stati nominati quindici nuovi Cardinali, scelti da ogni parte del mondo. L’esperienza collegiale del ritrovarsi insieme da fratelli, di diverse provenienze,tutti accomunati dall’unico amore per Cristo e per la sua Chiesa, ha richiamato alla mente del Santo Padre “la realtà della comunità cristiana iniziale, riunita intorno a Maria, Madre di Gesù e a Pietro, per accogliere il dono dello Spirito ed impegnarsi a diffondere il Vangelo nel mondo intero. In qualche modo la realtà comunitaria della Chiesa degli apostoli si è riprodotta nel breve tempo del Concistoro, durante il quale il Papa ha voluto ascoltare la voce dei Cardinali, suoi collaboratori. Ad essi si è riferito e alla loro missione apostolica, indicandone anche il rischio e la natura. La fedeltà a questa missione, ha detto, fino al sacrificio della vita, è un carattere distintivo dei Cardinali, come attesta il loro giuramento e come è simboleggiato dalla porpora, che ha il colore del sangue. E in realtà il colore rosso della porpora cardinalizia, più che indicare le indubbie benemerenze di chi la porta, vuole proprio indicare la piena disponibilità al servizio.