“La legge civile stabilisce dei principi essenziali, ma per costruire una società davvero inclusiva, accogliente e rispettosa delle persone di culture, lingue e tradizioni diverse, occorre qualcosa di più”. È quanto afferma l’arcivescovo di Armagh Seán Brady, nel messaggio per la festa di San Patrizio, patrono d’Irlanda, che si è celebrata lo scorso 17 marzo. “In questi giorni – afferma l’arcivescovo nel messaggio – celebreremo la Settimana interculturale, promossa dalla Commissione dell’Irlanda del Nord per l’uguaglianza insieme al Comitato consultivo nazionale sul razzismo e l’interculturalismo”. Un incontro “che mira ad incoraggiare un maggiore coinvolgimento e un maggiore senso di appartenenza nelle persone che provengono da minoranze etniche”. “Ciò che serve realmente – precisa al riguardo mons. Brady – è la proclamazione e la testimonianza vissuta della verità di Cristo, una verità portata nel nostro Paese da San Patrizio”, perché “è solo la verità di Cristo che educa le coscienze e promuove l’autentica dignità della persona umana”. “La sua festa – rammenta il presule – unisce gli irlandesi di tutto il mondo, perché egli è simbolo della nostra storia ed eredità”. “Migrante due volte nella nostra terra – conclude Brady – dopo il primo timoroso tentativo, Patrizio vi ritornò sorprendentemente una seconda volta”. E proprio lui, che si autodefiniva “rifugiato rozzo e ignorante”, venne “misteriosamente scelto dalla provvidenza di Dio”.