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SLOVACCHIA E PORTOGALLO: due Chiese e un problema che attraversa l’Europa” “
Vocazioni in ribasso in Slovacchia. Almeno così sembra stando ai numeri: da una media di 213 giovani che ogni anno entravano in seminario nel periodo tra il 1990-1995, si è passati ai 132 della fine degli anni ’90 e agli 87 del 2000-2005. Intervistato a riguardo dalla catena televisiva Stv il decano della facoltà di teologia cattolica dell’università Komensky di Bratislava ha dichiarato che “gli studi teologici sono per persone forti e decise”. Dello stesso parere anche il suo omologo evangelico-luterano, Juraj Banda, per il quale “il prestigio sociale del pastore non è più lo stesso che in passato. Nonostante ciò si sta manifestando un certo accresciuto interesse da parte delle donne. Sono sempre di più quelle che intraprendono gli studi teologici”. DURANTE IL REGIME COMUNISTA. “Si tratta di cifre spiega il portavoce dei vescovi slovacchi, mons. Marian Gavenda che vanno inquadrate nel contesto più ampio della storia recente del Paese. In Slovacchia, a Bratislava, spiega – durante i 40 anni del comunismo esisteva un unico seminario aperto anche ai grecocattolici, a “numero chiuso” – cioè circa 30 nuovi seminaristi ogni anno. In questo modo il regime programmava una ben calcolata lenta agonia. Infatti ogni anno morivano più sacerdoti di quelli ordinati. Nel contempo aumentava l’età media del clero (nel 1989 era di 65 anni). Nonostante ciò il numero di coloro che volevano entrare in seminario restava alto e questo spiega il boom delle vocazioni che si è registrato dopo la caduta del muro, nei primi anni ’90, quando furono riaperti i seminari di Kosice, Presov, Spisska Kapitula, Banska Bystrica e Nitra”. LE RAGIONI DEL CALO. L’attuale diminuzione degli ingressi in seminario che si sta registrando dal 2000 ad oggi, secondo il portavoce trova spiegazione in cinque motivi principali. “Innanzitutto il calo demografico che comincia a far sentire le sue conseguenze anche nelle scuole. In Slovacchia ogni anno devono chiudere decine di scuole statali per mancanza di alunni. Calano anche i battesimi: nell’arcidiocesi di Bratislava-Trnava tra il 1990-95 e 1996-2000 il numero dei battesimi si è ridotto della metà”. Poi la crisi della famiglia: nel seminario di Bratislava nel 2000 un terzo dei seminaristi proveniva dalle famiglie divorziate”. Altro motivo “grave” è “la generale incapacità delle giovani generazioni di prendere decisioni definitive (anche per quanto riguarda il matrimonio). Si tratta di un fenomeno nuovo per la Slovacchia, frutto della nuova cultura consumistica che produce anche l’aumento delle famiglie con un solo figlio. Su questo problema pesano anche le politiche familiari dello Stato”. “Come Chiesa dichiara mons. Gavenda stiamo cercando anche di ridare fiato e spazio alla pastorale delle vocazioni che per anni è stata assente. È questa una delle principali attenzioni da parte della nostra Conferenza episcopale”. ALCUNI NUMERI. Le statistiche dei seminaristi diocesani mostrano una certa corrispondenza tra calo di vocazioni e abbandoni dei seminari. Tra il 1990 e il 1995 si sono registrati 1066 ingressi in seminario a fronte di 287 abbandoni. Tra il 1995 e il 2000 gli ingressi in seminario sono stati 658 con 217 abbandoni. Nei cinque anni che vanno dal 2000 al 2005 le entrate sono state 437 con 131 abbandoni. PORTOGALLO: DIMINUISCONO BATTESIMI E SACERDOTI. Il calo delle vocazioni e dei battesimi non sembra riguardare solo la Slovacchia. Diminuisce, infatti, il numero dei battesimi e delle ordinazioni sacerdotali in Portogallo, secondo quanto risulta dall’edizione 2006 dell’Annuario cattolico del Portogallo. I dati, che si riferiscono al 2003, documentano che il 91,52% della popolazione professa la fede cattolica. Il numero dei battesimi mostra una riduzione di quasi 10.000 bambini, ma questo è dovuto anche alla riduzione delle nascite. Nel 2000 furono battezzati 92.000 bambini, nel 2003 invece 82.640. Dal 2000 al 2003 il numero di sacerdoti diocesani è sceso da 3.159 a 3.029 e che ogni due sacerdoti che muoiono (80 nel 2003) uno solo viene ordinato (37). Anche i seminaristi di filosofia e teologia sono meno: da 547 nel 2000 si è passati a 471 nel 2003.