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21 marzo 2006, festa del transito di S.Benedetto ” “
“San Benedetto – Patrono di molti popoli”. Con questo titolo è stato presentato recentemente al pubblico italiano un nuovo libro sul Patrono d’Europa in cui si descrive con favore e fascino non soltanto la vita del Santo nato a Norcia, ma tutta la mentalità e spiritualità di quest’uomo che non ha voluto altro che cercare Dio e che ha di fatto posto le radici per quello che chiamiamo oggi l’Europa. È stato il Vangelo che ha formato la nostra cultura. In tal modo San Benedetto può essere giustamente chiamato “padre di molti popoli”. San Benedetto sta però diventando padre di molte nazioni in un senso molto più ampio. I suoi discepoli, le sue discepole oramai si possono vedere in tutto il mondo. In Tanzania ci sono quattro abbazie e tanti monasteri di suore. S.Benedetto conta in questo Paese più di 1500 seguaci. I cistercensi nel Vietnam sono più di 600 nonostante la loro situazione politica, cioè di vivere sotto il regime comunista. L’ideale di S.Benedetto attrae seguaci dappertutto, e i suoi monasteri di nuovo diventano centri di preghiera e di cultura per intere regioni. Il Vangelo entra e trasforma le culture in vero umanesimo. Negli Stati Uniti i benedettini da 150 anni contribuiscono alla vita della Chiesa attraverso le scuole e le università. Investono nel futuro dei giovani, il miglior investimento che possiamo fare. Si tratta non soltanto di un futuro economico, ma di un futuro umano di libertà, di rispetto vicendevole e di solidarietà. Il Vangelo sta alla radice della formazione dei giovani. In Asia abbiamo delle scuole benedettine con migliaia d’allievi. Anche in Europa, in Austria, Svizzera, Germania, Inghilterra, Italia ci sono abbazie con scuole di preziosa tradizione. In tutto il mondo i benedettini e le benedettine servono a 150.000 studenti. È un’educazione che nasce dalla preghiera, dalla sequela di Cristo, dall’amore di Cristo verso i bambini e i giovani. La formazione dell’uomo nei suoi anni di adolescenza, degli anni più incisivi per il suo futuro, non è un compito qualsiasi affidato ai monaci, ma proviene da Dio stesso: dalla ricerca di Dio e dall’esperienza della carità di questo Dio. Già a Subiaco dove S. Benedetto fondò i suoi primi monasteri, i nobili della città di Roma vollero portare i loro figli a S.Benedetto per una buona educazione ed istruzione. I più famosi erano Mauro e Placido. Era l’inizio di una lunga storia della trasformazione dell’Occidente dal Vangelo attraverso i monaci. Mai avendo di fronte a sé grandi aspirazioni, ma semplicemente vivendo una vita cristiana comunitaria in mezzo alle loro culture, hanno sviluppato la loro vita quotidiana, la preghiera, il canto, l’educazione, l’agricoltura, il lavoro manuale ed artistico. S.Benedetto, padre di molti popoli europei, oggigiorno diventa sempre di più il padre di molti popoli in tutto il mondo.