“Un paese ancora molto povero, con gravi problemi di natura strutturale, finanziaria, energetica, occupazionale ma che cerca di ‘crescere’, anche a seguito di una ormai significativa presenza di società straniere che hanno iniziato da qualche anno ad investire, aprire sedi, assumere personale locale”. E’ questa l’immagine dell’Albania, oggi, mentre il clichè “dei gommoni, forma eclatante di un disagio sociale dirompente, è praticamente scomparso, ma dove, anche, rimangono molte aree di povertà e sottosviluppo”: così parla del suo Paese mons. Angelo Massafra, vescovo di Scutari e presidente dei vescovi albanesi, appena rientrato dal 6° Incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali del sud-est Europa, che si è svolto a Corfù, in Grecia. “Dal punto di vista religioso dice Massafra si nota un certo risveglio. Il 26 febbraio abbiamo celebrato la Giornata nazionale del seminario, ringraziando Dio per il dono di una cinquantina di seminaristi che potranno aggiungersi ai circa 200 tra sacerdoti secolari e religiosi impegnati nella pastorale. Dobbiamo anche ringraziare per la notevole presenza di comunità religiose femminili, una trentina, che collaborano all’animazione catechistica, formativa e della carità”. Secondo mons. Massafra, un campo di apostolato particolare per il Paese è costituito dalla diffusione della conoscenza della dottrina sociale della Chiesa. “Grazie all’aiuto della Santa Sede e di alcune conferenze episcopali, oltre che di organismi laicali, stiamo avviando la traduzione del ‘Compendio della dottrina sociale della Chiesa’. Allo stesso modo è stata ben accolta, non solo in campo cattolico, la prima enciclica di Benedetto XVI, diffusa tra i sacerdoti, religiosi e i collaboratori nella catechesi. Inoltre, stiamo puntando sulla conoscenza dei principali documenti del magistero della Chiesa. In questo mese di marzo, per esempio, terremo conferenze di presentazione della ‘Pacem in terris'”. Nei giorni scorsi in Albania è giunto il card. Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, per la consacrazione della chiesa parrocchiale di Blinisht (diocesi di Sape) dedicata ai Santi Martiri Albanesi. La dedicazione è per S. Danakto, diacono di Valona, e S. Astio vescovo di Durazzo, che furono perseguitati sotto l’imperatore Traiano duemila anni fa. Oltre a loro la chiesa è stata dedicata ad altri martiri e sono stati anche ricordati i 40 testimoni della fede uccisi 60 anni fa durante la dittatura comunista, per i quali sono state avviate le procedure per la causa di beatificazione. Uno di questi è p. Daniel Dajani sacerdote gesuita originario della stessa città di Blinisht.