UNIONE EUROPEA" "
Politiche energetiche: servono soluzioni condivise da parte delle istituzioni ” “
Sei settori prioritari d’intervento, una ventina di azioni concrete: è quanto propone la Commissione europea con il Libro verde sulle politiche energetiche presentato la scorsa settimana a Bruxelles e che passa ora all’attenzione del Consiglio e del Parlamento Ue. Il Libro verde è uno strumento di dibattito interistituzionale, aperto alla società civile: il testo giunge in un momento particolarmente delicato, dopo la crisi del gas tra Russia e Ucraina di inizio 2006 e in pieno dibattito sulla creazione di un mercato unico del settore (sollecitato dal recente caso Suez-Gaz de France-Enel). La questione è all’ordine del giorno mercoledì 15 marzo al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo. FONTI DUREVOLI, SICUREZZA PER TUTTI. “Le sfide energetiche del ventunesimo secolo ha spiegato il presidente dell’Esecutivo, JOSÈ MANUEL DURAO BARROSO, presentando il documento necessitano di un’azione europea comune. L’Ue è un elemento essenziale per la fornitura di un’energia durevole, competitiva e sicura per i cittadini europei. Un approccio comune, espresso con una sola voce, permetterà all’Europa di giocare un ruolo preponderante nella ricerca di soluzioni al problema energetico”. L’Esecutivo intende ragionare “a tutto campo”: patti energetici con l’estero, a partire da un accordo con la Russia; rafforzamento del mercato del gas e dell’elettricità; stoccaggi potenziati; utilizzo di un mix di energie rinnovabili (solare, eolica), senza escludere a priori quella nucleare. “Il completamento del mercato interno – ha specificato il commissario all’energia, ANDRIS PIEBALGS -, la lotta contro i cambiamenti climatici e la sicurezza delle fonti sono sfide comuni che richiedono soluzioni condivise”. Dal canto suo il commissario alla concorrenza, NEELIE KROES, insiste a definire “cruciale” il tema delle concentrazioni di mercato, aggiungendo che “la Commissione potrebbe rivedere le regole sulle fusioni societarie” in senso anti-protezionistico. “Con 25 mercati nazionali dell’energia è la posizione dell’Esecutivo, espressa dallo stesso Barroso non si può reggere la concorrenza mondiale”. COMPLETARE IL MERCATO INTERNO. Sono sei, dunque, i principali ambiti di intervento indicati dalla Commissione: realizzazione del mercato interno dell’energia; sicurezza dell’approvvigionamento, “secondo il principio di solidarietà tra gli Stati membri”; “bouquet” energetico durevole, efficace e diversificato, “comprendente fonti rinnovabili”; “realizzazione di misure contro il riscaldamento climatico” (risparmio ed efficacia energetica); investimenti in tecnologie più moderne; necessità “di una politica energetica estera comune”. Sul tema delicato del completamento del mercato interno , il Libro verde “prende in considerazione nuove misure, fra cui un codice per le reti energetiche europee”, un’autorità super partes di regolamentazione per l’energia e “nuove iniziative per assicurare parità di condizioni operative”. La Commissione si è impegnata “a presentare entro l’anno delle proposte concrete”. Per la sicurezza degli approvvigionamenti si avanzano varie misure, fra cui l’istituzione di un Osservatorio sull’approvvigionamento e “la revisione della normativa comunitaria in materia di riserve di petrolio e di gas”. Altro ambito rilevante “è costituito da un mix energetico più sostenibile, efficiente, diversificato”. Ma, puntualizza la Commissione, per evitare di entrare in contrasto con i governi e le opinioni pubbliche nazionali, “la scelta del mix energetico da parte degli Stati membri è e resterà una questione di sussidiarietà”. TUTTE LE SFIDE FUTURE. In uno studio annesso al Libro verde, vengono poste in evidenza le principali sfide che l’Ue ha di fronte in questo settore: esiste, anzitutto, per gli esperti della Commissione, “un urgente bisogno di investimenti. Soltanto in Europa, per soddisfare la domanda di energia prevista e sostituire le infrastrutture che mostrano segni di invecchiamento, nei prossimi 20 anni saranno necessari investimenti per circa tre miliardi di euro”. Seconda osservazione: “La nostra dipendenza dalle importazioni è in aumento. Se non si rende più competitiva l’energia interna, nei prossimi 20 o 30 anni le importazioni copriranno il 70% circa del fabbisogno energetico Ue, contro l’attuale 50%”. Terzo punto: “Le riserve sono concentrate in pochi paesi. Oggi circa la metà del gas consumato dall’Ue proviene da soli tre Stati (Russia, Norvegia e Algeria)”. Quarto elemento: “La domanda globale di energia è in crescita. Si prevede che entro il 2030 essa e le emissioni di CO2 saranno di circa il 60% superiori ai livelli attuali”. Quinto: “I prezzi del gas e del petrolio sono in aumento; negli ultimi due anni sono in pratica raddoppiati”. Infine, nota risaputa ma da non sottovalutare, “il clima si sta riscaldando”. Questa situazione “avrà gravi ripercussioni sull’economia e l’ecosistema di tutte le regioni del mondo, compresa l’Europa”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1459 N.ro relativo : 19 Data pubblicazione : 15/03/2006