TESTIMONI" "

Una mistica nel mondo” “

Madeleine Delbrel: una vita con i più poveri della periferia di Parigi” “

È il simbolo dell’incontro e del dialogo possibile tra ateismo e cristianesimo nel servizio ai poveri la vita di Madeleine Delbrêl (1904-1964), poeta, assistente sociale e mistica francese, con un processo di beatificazione attualmente in corso a livello diocesano. La sua storia e la sua testimonianza è stata raccontata nei giorni scorsi a Roma – in un seminario di studi sulla sua figura promosso dalla facoltà di scienze della formazione dell’Università Lumsa (Libera università Maria SS.Assunta) in Roma – da SUZANNE PERRIN e FRANCETTE RODARY , compagne di Madeleine Delbrêl e continuatrici della sua opera tra i poveri delle periferie francesi. Una testimonianza di grande attualità alla luce di quanto accaduto non solo in Francia in questi ultimi tempi. Ecco come le due compagne di strada ricordano Madeleine: UNA CONVERSIONE “RAGIONEVOLE MA VIOLENTA”. Nata in ambiente borghese e scristianizzato, a 15 anni la Delbrêl si definiva rigorosamente atea, al punto da scrivere un testo nel quale affermava: “Dio è morto, viva la morte”, elencando tutte le sue convinzioni in materia. “Ma non era una ragazza depressa, amava molto la vita, la danza, era quasi fidanzata con Jean, che un giorno all’improvviso decise di diventare religioso domenicano”, ha raccontato Suzanne Perrin. Questa decisione sconvolse la sua vita, iniziò a pregare e a frequentare un gruppo scout ove incominciò a pensare e ad interrogarsi. Avvenne qui la sua conversione, “ragionevole ma violenta”, che lei descriverà più tardi come “un momento di luce intensa, di accecamento, di grande felicità”. Per non lasciare la madre sola rinunciò ad entrare in Carmelo e decise che il mondo sarebbe diventato “il suo monastero”. CON I MARXISTI DI IVRY. Con altre due ragazze, nel 1933, partì per Ivry, sobborgo parigino operaio e marxista, dove scoprì, per la prima volta, la povertà più estrema delle famiglie, e il confronto con una cultura che escludeva Dio dalla vita e provocava anche scontri sociali tra i militanti comunisti e i pochi cristiani del quartiere. Una città tappezzata da manifesti di propaganda sovietica, nella quale ci si salutava con il pugno alzato e dove i bambini del quartiere prendevano a sassate i preti che incrociavano. Una volta venne perfino issata una bandiera rossa sul campanile della chiesa. Lì capì che “bisognava diventare testimoni di Dio nella vita ordinaria”, ha spiegato poi Francette Rodary. Diventò assistente sociale e venne assunta alla direzione dei servizi sociali del Comune. “Fu incaricata degli aiuti sociali nei cinque anni della seconda guerra mondiale – ha ricordato Francette -. La fede la spinse ad essere attiva e creativa, inventando strutture come case per mamme e bambini, distribuzione pasti per gli anziani, laboratori di sartoria, ecc., impegnandosi per cambiare le leggi che provocavano situazioni di ingiustizia e povertà”. Dal lavoro in comune con i marxisti di Ivry nacquero “legami molto forti, amicizie rispettose delle convinzioni dell’altro” e ancora oggi una delle equipe Madeleine Delbrêl, che ha sede a pochi passi dal Comune, “continua a lavorare con loro per i senza dimora e gli immigrati”. Secondo la Delbrêl, che ha lasciato numerosi scritti che documentano il suo pensiero e la sua opera (tanto da morire sul suo tavolo di lavoro), “l’incontro con i comunisti atei dovrebbe sensibilizzare i cristiani sui problemi della giustizia sociale e ampliare invece in loro i problemi sul senso della vita, della morte e dell’aldilà”. Ma per ottenere tutto ciò, precisava, “bisogna essere cristiani autentici, che agiscono con evidente disinteresse e gratuità, pronti a rispondere alle domande in un linguaggio accessibile ai non credenti”. ACCANTO ALLA GENTE “ORDINARIA”. I suoi testi (che comprendono anche delle poesie), stampati in migliaia di copie, hanno accompagnato la ricerca spirituale di intere generazioni. Il cardinale Carlo Maria Martini l’ha definita “una delle più grandi mistiche del XX secolo”. Ecco uno dei suoi scritti più famosi: “C’é gente che Dio prende e mette da parte. Ma ce n’è altra che egli lascia nella moltitudine, che non “ritira dal mondo”. E’ gente che fa un lavoro ordinario, che ha una famiglia ordinaria o che vive un’ordinaria vita da celibe. Gente che ha malattie ordinarie, e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria, e vestiti ordinari. E’ la gente della vita ordinaria. Gente che si incontra in una qualsiasi strada. Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via, come i loro fratelli invisibili al mondo amano la porta che si è richiusa definitivamente sopra di essi. Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messo è per noi il luogo della nostra santità. Noi crediamo che niente di necessario ci manca. Perché se questo necessario ci mancasse, Dio ce lo avrebbe già dato”. Compagne della Delbrêl sono a Parigi e Amiens mentre un comitato di “Amici di Madeleine Delbrêl” riunisce oltre 500 persone, in Francia ed altrove. Info: www.madeleine-delbrel.net