OTTO MARZO" "

Con parole di donna” “

Pensieri sull’Europa” “

“Di che colore è l’Europa che le donne pensano?” Per “colore” si intendono contenuti, sogni, aspettative, riassunti ed espressi in brevi riflessioni scritte dalle nostre collaboratrici da tutta Europa, da Ovest ad Est, dalla Spagna alla Russia e viceversa. NOI SIAMO L’EUROPA. L’Europa io non la sogno più: la vivo. La vivo e la vorrei vivere ancora più intensamente. Vorrei che non si ci riferisse più all’Europa in terza persona: “In Europa dicono, in Europa si fa così, l’Europa pensa”. No. L’Europa sono anch’io. Dunque, “in Europa diciamo, in Europa facciamo così, noi europei pensiamo”. Quindi una Europa in prima persona. Anzi, in prima persona plurale. Noi siamo l’Europa. Donne e uomini insieme siamo l’Europa. Purtroppo, se prendiamo separatamente le lettere che compongono la parola Europa, possiamo avere un risultato inquietante: p-a-u-r-e. Manca solo la “o” per completare la parola “Europa”. La nostra Europa deve imparare a superare le paure. A convivere con le situazioni disagiate e a trasformarle. Viviamo nell’Europa delle regioni, dove le particolarità possono convivere e arricchirci. Dove non c’è un solo modo di dire ma tanti modi di riconoscerci. Una Europa in cui forse non sappiamo come esplicitarlo alla perfezione ma dove c’è un humus comune che ci fa sentire parte di una stessa barca. La mia Europa è quella che sa, e che vuole essere anche la tua Europa. Miriam Diez Bosch, Spagna VORREI FOSSE UN ARCOBALENO. Ogni nazione ha i suoi colori che si riferiscono alle diverse bandiere. Pensando all’Europa mi viene in mente il blu, quello della bandiera europea. Poi le stelle, i Paesi membri il cui numero aumenta sempre di più. Sembra però che sulla bandiera europea non ci sia più posto per nuove stelle di altri Paesi membri. Per questo penso che il colore dell’Europa debba continuare ad essere blu come il cielo del Padre eterno dove c’è posto per tutte le stelle perché è un cielo infinito. Anzi sogno una Europa blu dietro la quale si rispecchiano i colori dell’arcobaleno. Nella natura non ci sono colori puri, sono sempre misti. Forse perché le cose assolute non esistono nella vita terrena. Perciò vedo un’Europa arcobaleno nella quale convivono pacificamente cristiani cattolici, ortodossi e protestanti insieme ai musulmani, agli ebrei, ai buddisti, ecc. Perché l’Europa dobbiamo costruirla soprattutto con i valori, quei valori base universali quali il rispetto verso l’altro, la tolleranza e la carità. E allora tutti i colori vanno bene e si fondono insieme in un grande arcobaleno. Iva Mihailova, Bulgaria MI PIACEREBBE VIVERE… Mi piacerebbe vivere in una Europa nella quale ogni nazione rispettasse la propria tradizione culturale ma senza disprezzare quelle degli altri. Una Europa consapevole delle proprie origini cristiane. Mi piacerebbe vivere in una Europa che rispetta la vita fin dall’inizio. Una Europa che non si preoccupa del proprio invecchiamento, perché dice no all’aborto. Mi piacerebbe vivere in una Europa nella quale il vincolo sacro del matrimonio non fosse più in disuso. Mi piacerebbe vivere in una Europa nella quale l’educazione dei giovani riguardo al sesso non fosse più tabù. Una Europa che non coltiva l’edonismo. Mi piacerebbe vivere in una Europa nella quale le giovani madri fossero incoraggiate e sostenute dai familiari, per non abbandonare negli ospedali i bimbi neonati. Una Europa con bambini educati dal buon esempio dei genitori e dalle buone letture e non da computer o giochi violenti. Mi piacerebbe vivere in una Europa nella quale i ricchi o gli arrivisti non guardassero più dall’alto “le piccole formiche”. Una Europa dove gli anziani non devono aspettare un gesto di carità per potersi comprare una scatola di medicine. Mi piacerebbe vivere in una Europa con un bel cielo blu, ma il cui colore preferito è l’arcobaleno. Cristina Soican, Romania COME UNA MADRE. L’Europa che sogno? Se avesse meno colori dell’arcobaleno, simbolo di pace e riconciliazione, sarebbe povera. Ma se i suoi colori non fossero ciascuno al proprio posto, nell’originale armonia del creato, sarebbe un miscuglio intollerabile. L’Europa unita è nata in base ai valori ebreo-cristiani, il rispetto dell’uno per l’altro, della dignità dell’altro, la libertà che non vuol dire libertinaggio, la solidarietà, l’amore nella sua pienezza descritta nella prima enciclica di Benedetto XVI. Queste fondamenta non possono essere scartate o ignorate senza far crollare l’edificio. Ma va rispettata e conservata anche la ricchezza culturale, radicata sempre in questi valori, diversificata nel corso dei secoli, che si manifesta nella molteplicità dei costumi, delle lingue, le espressioni artistiche, ecc. L’Europa unita dovrebbe essere forse come una madre, una donna appunto, che sa amare i suoi figli così come sono, e sa sollecitarli, ciascuno al modo più adeguato, al maggior bene di loro stessi e di tutta la famiglia. Zsuzsanna Szabó, Ungheria L’amore al primo posto. “Di quale colore dipingerei l’Europa? Di arancione, perché è costituito dal rosso più il giallo. Il rosso, innanzitutto, poiché nella mia vita di sposa e di madre di una famiglia numerosa, mi auguro di mettere l’amore al primo posto. La mia fede di cattolica mi fa gustare quest’amore ogni giorno e mi sospinge in ogni piccola cosa da fare (dal mettere in ordine continuamente i vestiti sparsi qui e là fino ad essere in ascolto di ognuno), per vivere il ‘dono su misura’ per coloro che percorrono il cammino della vita insieme a me. Dipingerei dunque l’Europa di rosso, affinché le donne ritrovino il loro amore di spose e di mamme, sotto lo sguardo di Dio. E poi il giallo, come la luce della verità. Il mio impegno professionale nei seminari d’introduzione alla bioetica è un grido affinché gli uomini e le donne di oggi riconoscano la bellezza e il rispetto dovuto alla vita, dal primo momento all’ultimo istante. Navigo tra filosofia, morale, scienza e diritto, per coinvolgere i partecipanti ai corsi dell’Istituto di bioetica e lasciarsi raggiungere dalla verità che li abita, distaccandosi da ciò che i media ripetono e martellano instancabilmente. Sono positivamente meravigliata nel vedere delle mamme prendere coscienza che possono comprendere la bioetica e mettersi in moto per una formazione personale e agire intorno a loro. Il giallo, dunque, come la luce che illumina la verità”. Carine Brochier-Thieffry, belgio UN GRANDE PROGETTO. “L’Unione europea rimane un progetto speciale, che non dobbiamo dare per scontato, ma di fronte al quale dobbiamo conservare quella capacità di stupirsi tipica dei bambini. Stupirsi, anche come donne, di fronte a ciò che è bello, positivo, non perché fondato sul potere o sui soldi, ma perché sa dare un posto, una dignità, dei diritti a ciascuna persona. Siamo di fronte a un grande progetto, che trova le sue ragioni e la sua radice nel cristianesimo. È questa Europa dei valori, del bene, che dobbiamo costruire, per il bene degli europei e degli altri paesi. Aggiungo che, dopo la crisi della Costituzione europea, l’Unione sta cercando se stessa. In questo percorso l’Europa deve riflettere su quale strada sta imboccando: quella della vita o della morte, della trasparenza o delle menzogne, della vera libertà o di una libertà apparente costruita su una permissività senza criteri? L’Europa ha tanta voglia di essere adulta, ma è forse anche il tempo che essa si domandi dov’è il suo posto nella più ampia storia della salvezza. In questo senso il cammino è tutt’altro che compiuto”. Marie-Claire Bonavia, malta L’8 MARZO NON È SOLTANTO LA FESTA DELLA DONNA, ma anche il giorno che annuncia finalmente l’inizio della primavera. In un Paese in cui l’inverno dura oltre quattro mesi, si tratta di un evento molto importante. Questa festa diventa il segnale di un periodo nuovo, un segnale di rinascita e di nuova speranza. E nello stesso tempo ci porta a riflettere sul futuro. L’inizio della nuova stagione coincide anche con la Quaresima, un periodo di riflessione e di sottomissione. E spero che questo ci aiuti, consolidi la nostra fiducia e dia alla gente la forza di vivere in un mondo in continua trasformazione. Quali sono i colori d’Europa che sogno? Prima di tutto penso alla Pace. Oggi, questa non è un’idea banale e noiosa, ma una questione sociale urgente. La gente di oggi dovrebbe essere più saggia e prestare maggiore attenzione ai problemi comuni, cercando di risolverli. Nel mondo di oggi, l’equilibrio è una cosa estremamente fragile che dobbiamo trattare con cura. Questo fatto è collegato anche alle tradizioni della Vecchia Europa. Si tratta di una regione molto specifica, multiculturale e multinazionale. La convivenza di culture diverse, la ricchezza spirituale dell’Europa è una grande fonte di sviluppo in un’epoca di modernizzazione e globalizzazione. E il nostro obiettivo è quello di sfruttarla al meglio. Per ultimo, ma non per questo meno importante, io sogno un’Europa cristiana, una riuscita rievangelizzazione del continente, il ritorno alle radici cristiane, il superamento di tutte le conseguenze negative della laicizzazione e delle altre “invenzioni” dell’ultimo secolo… Maria Anikina, Russia