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OTTO MARZO: lettera di una donna al figlio che tra poco verrà” “
Figlio, presto vedrai la luce. Per nove mesi ti ho portato in grembo, percependo la tua crescita e i tuoi movimenti, e attraverso di me tu hai percepito il mondo, i suoi rumori, le voci e hai già assaggiato qualche morso di questa storia. Non sei stato tu a decidere di nascere, ma sarai tu a doverti districare nelle vicende di questa vita: tuo padre ed io potremo starti accanto, dovremo convincerti che vale la pena vivere, cercheremo di insegnarti quello che noi abbiamo imparato, ma poi toccherà a te fare i conti con la realtà. Può sembrare un atto di irresponsabilità chiedere a qualcuno di venire al mondo oggi: in questo periodo mi ha fatto ancora più male dentro ascoltare le “brutte notizie” che riempiono i nostri Tg e i giornali; mi ha ferita vedere la superficialità, l’arroganza, l’egoismo, la violenza, l’intolleranza, il sopruso, l’ingiustizia… tanto quella che si incontra nel vivere quotidiano quanto quella che si abbatte sulle sorti di popolazioni intere nel nostro mondo. Non so e non posso dirti che avrai un futuro migliore, che gli uomini e le donne del pianeta e di questa Europa, terra in cui stai per nascere, sapranno guarire le ferite della storia: a volte la nostra storia, nonostante tutti gli strumenti culturali, scientifici, tecnologici, economici, di comunicazione e informazione, sembra non imparare dal proprio passato, sembra impantanata nei propri vizi e nei propri limiti. Altre volte invece, a uno sguardo più attento, si colgono grossi cambiamenti in positivo e avanzamenti della storia: pensa, ad esempio, alla nostra Europa e ai passi che ha saputo compiere in questi 60 anni! Guarda a come è cresciuta la sensibilità internazionale di fronte a sciagure epocali o di fronte allo scandalo della guerra! Osserva come le persone si spostano attraverso il mondo per ritrovarsi insieme a vivere momenti forti legati al loro credo o alle passioni che animano le loro vite… Sarà dura per te districarti in un mondo che non ha più certezze, nonostante le affermazioni della scienza, che vive in un livello di complessità esasperato, nonostante per qualcuno l’esistenza sia enormemente facilitata, che barcolla tra la rivendicazione delle libertà individuali assolute e pericolose forme di integralismo, radicalismo ed egoismo, che accetta compromessi e sprofonda nei propri limiti, ma poi uccide o emargina l’essere umano imperfetto. Per quel che saremo capaci di fare tuo padre ed io, cercheremo di cogliere insieme a te il Vero, il Bello e il Buono che è in questa vita, nonostante tutto. A volte non è così semplice scorgerlo, perché è nascosto nel profondo delle cose, dei cuori, delle vicende. E cercheremo di essere insieme a te “veri”, “belli” e “buoni”, perché tu a tua volta possa far crescere da te ciò che a immagine di Dio ti è stato messo dentro insieme alla misteriosità della vita e possa portarlo là dove andrai e riconoscerlo e seminarlo ancora. Non presumere di saper giudicare il reale, non ti scandalizzare mai, non ti spaventare se la vicenda umana prenderà strade che tu non comprendi. Non illuderti e non cedere alla tentazione del cinismo. Comportati da ospite discreto e saggio padrone su questa terra. In questo piccolo spazio che è l’Europa. Ricordati che, al di là di qualunque realizzazione concreta, successo o fallimento, è l’Amore di Dio che guida la storia, che ne regge le sorti e che ha su di essa un piano di salvezza e di redenzione.