Quotidiani europei” “

Le richieste dell’Onu e dell’Ue di chiudere il carcere di Guantanamo, a Cuba, dove sono reclusi i prigionieri agfani e iracheni degli Stati Uniti, in condizioni che violano i diritti umani, suscitano il commento del quotidiano El Paìs del 15/02, con un editoriale intitolato “ La base della vergogna“. “ Guantanamo è diventata un faro della vergogna – si legge nell’articolo -. Nonostante gli Stati Uniti abbiamo rimandato alcune centinaia di detenuti nei propri Paesi di origine, in questo campo vengono mantenuti, dall’invasione dell’Afghanistan, nell’ottobre 2001, diverse centinaia di prigionieri senza giudizio, in un vuoto giudiziario di cui si sono lamentati in diverse occasioni il Parlamento europeo e diverse organizzazioni. Gli esperti dell’Onu ritengono che in alcuni casi si praticano torture e trattamenti disumani, vengono violati i diritti religiosi e sanitari dei detenuti o vengono alimentati a forza un centinaio di detenuti che stanno facendo lo sciopero della fame“. Ma Guantanamo, precisa El Paìs, “ non è un caso isolato. La sua esistenza alimenta l’odio di cui si nutrono i fanatici violenti” e “lo stesso accade con i voli della Cia per riportare i prigionieri, che potrebbero essere interrogati con brutalità nelle carceri segrete di diversi Paesi, incluso l’Afghanistan“. “ Gli Stati Uniti – conclude il quotidiano spagnolo – guadagnerebbero in rispettabilità e sicurezza se il centro di reclusione venisse chiuso e si rimettessero in libertà i detenuti, a meno che, come chiede il progetto dell’Europarlamento, non siano giudicati in territorio americano con tutte le garanzie e ‘senza affrontare la pena di morte“. In Germania, il 15 febbraio la Corte costituzionale federale si è pronunciata sulla legge sulla sicurezza della navigazione aerea (Luftsicherheitsgesetz), circa l’impiego delle forze armate all’interno del Paese e sulla liceità di intervenire causando vittime per salvare la vita di altri. Nell’ipotesi specifica di un dirottamento aereo da parte di terroristi, la corte costituzionale ha affermato che la legge è incostituzionale in quanto viola il diritto fondamentale alla vita e la tutela della dignità dell’essere umano. Secondo la Corte, inoltre, non è possibile regolare giuridicamente un’ipotesi di questo genere, in quanto degraderebbe ad oggetti le persone a bordo dell’aereo da abbattere per salvare altre vite, privandole dei loro diritti. Resta ora aperta l’opzione di modificare la Costituzione. Sulla decisione così scrive Reinhard Müller sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (16/2): “ L’autorizzazione a sparare della legge è espressione della nuova era iniziata l’11 settembre 2001. […] Regolamentare questa soluzione di emergenza, esprimendola astrattamente a parole per una quantità di casi, è segno di una nuova ‘normalità’, caratterizzata da un miscuglio di sicurezza interna ed esterna a causa di una nuova minaccia, dal superamento di limiti e talora anche dall’azione.[…] Ma la vita umana non è forse sovente degradata ad oggetto? Come si spiegano allora le differenze nel trattamento di cellule staminali e dei feti? Lo Stato tedesco può chiedere ai propri soldati il loro sacrificio supremo per un fine superiore.[…] Anche lo Stato di diritto più raffinato deve essere capace di agire quando si tratta di questioni vitali, anche se non tutte le azioni possono essere precedentemente legalizzate“. Sulla Frankfurter Rundschau, Thomas Kröter commenta: “ Il giudizio della Corte costituzionale federale è un sonoro ceffone all’ex governo federale, soprattutto alla parte socialdemocratica. Inoltre rappresenta un avvertimento per il ministro dell’interno Wolfgang Schäuble e alle forze dell’attuale partito di maggioranza, affinché non estenda le possibilità d’impiego dell’esercito all’interno del Paese. Ancora una volta, i giudici di Karlsruhe non hanno lasciato dubbi circa il fatto che la dignità dell’essere umano è intangibile“. L’edizione del quotidiano cattolico francese “ La Croix” di martedì 14 febbraio apre con una foto a tutta pagina della folla riunita a Porto Alegre per la IX Assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese. Anche l’editoriale di Michel Kubler – dal titolo “ Chiese, democrazia e consenso“, è dedicato all’evento puntando alla delicata questione circa il metodo con cui, all’interno della Assemblea, vengono prese le decisioni. Questione – ricorda Kubler – che recentemente aveva causato una forte rimostranza da parte delle Chiese otrodosse che “ vedevano i loro patriarcati avere lo stesso peso delle innumerevoli piccole chiese sparse in tutto il mondo. Il Consiglio ecumenico ha trovato allora una soluzione: le questioni essenziali, riguardanti la fede la morale, non saranno più trattate per semplice voto (in quanto la verità, dicono gli ortodossi, non può essere messa ai voti) ma dovranno trovare una soluzione per consenso. Ciò suppone molto dialogo e preghiera; occorrerà sicuramente più tempo e farà meno clamore sui media. Ma la piena comunione tra i discepoli di Gesù, l’unità che lui stesso esige tra loro, chiede probabilmente questo prezzo“. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1452 N.ro relativo : 12 Data pubblicazione : 17/02/2006