UE E RELIGIONI" "
Vignette satiriche: dalle polemiche e dalle violenze al reciproco rispetto” “
“La controversia sulle caricature tocca temi che interessano particolarmente l’Unione europea essendo legati alla coesistenza costruttiva tra le religioni”: HANS WINKLER , segretario di Stato agli affari esteri dell’Austria, è tornato a ribadire mercoledì 15 febbraio, nell’emiciclo di Strasburgo, la posizione dell’Ue riguardo la vicenda delle vignette su Maometto e le violente reazioni in vari paesi musulmani. Il Parlamento dei 25 ha svolto infatti un dibattito sul tema “Diritto alla libertà di espressione e al rispetto della fede religiosa”, sfociato in una risoluzione. RISPETTARE I DIRITTI, NO ALLA VIOLENZA. Winkler ha “deplorato” le violenze registrate in diverse parti del mondo e gli “attacchi alle ambasciate danesi e di altri Stati”. “Occorre ricreare un clima disteso, di dialogo e di reciproco rispetto”, ha affermato il rappresentante della presidenza di turno del Consiglio Ue. Il quale ha però aggiunto: “Ogni diritto fondamentale, compreso quello di espressione, è un cardine delle nostre democrazie. Esso non può essere messo in discussione, ma deve essere esercitato con senso di responsabilità”. Per JOSÉ MANUEL BARROSO, capo della Commissione, “le vignette sul profeta Maometto hanno ferito la sensibilità di milioni di musulmani. Noi dobbiamo ribadire il profondo rispetto per la civiltà islamica. Deploriamo, invece, ogni forma di reazione violenta. Ogni attacco a un paese comunitario è un attacco all’Unione intera”. Barroso ha quindi spiegato: “Se non è negoziabile la libertà di stampa, non lo è neppure quella di religione”. FORUM PER IL DIALOGO TRA LE CULTURE. Sullo stesso argomento HANS-GERT POETTERING, tedesco, capogruppo dei Popolari, lancia alcune proposte concrete, fra cui quella di “affidare a una commissione internazionale l’analisi dei testi scolastici”, per verificare come si esprimono in tema di libertà di espressione e di rispetto delle religioni. Per Poettering bisogna “sostenere il processo di Barcellona, facendo della Conferenza euromediterranea un forum per il dialogo tra le culture”. La Liberaldemocratica danese KARIN RIIS-JØRGENSEN auspica che “la libertà di espressione sia tutelata ovunque, non solo in Europa, anche a Teheran o a Kabul”. “La violenza e il boicottaggio sono inaccettabili – prosegue la deputata – ed è responsabilità di tutti calmare la situazione. Le democrazie liberali devono sostenere il processo di pacificazione, ma la censura non deve essere permessa”. “Comprendo dice ancora la Riis-Jørgensen – i musulmani che si sono sentiti offesi dai disegni apparsi sulla stampa; comunque ogni forma di protesta deve passare per il diritto e le leggi”. “NOI SIAMO UN PAESE TOLLERANTE”. “È stato drammatico vedere uccidere delle persone, veder bruciare le bandiere, venire a conoscenza dei boicottaggi contro le merci e le imprese di un paese, mettendo a rischio posti di lavoro”. POUL NYRUP RASMUSSEN, oggi europarlamentare socialista, a lungo primo ministro danese, in aula ha raccolto l’applauso più caloroso dagli europarlamentari. “Il nostro è un paese tollerante – puntualizza -, ci siamo storicamente battuti per la libertà di ogni nazione. Per questo chiediamo che le violenze si fermino oggi. Allo stesso tempo deploriamo, come ha già fatto il governo del mio paese, le caricature che possono aver offeso la sensibilità del mondo musulmano. Esse non sono espressione della gente danese”. E ancora: “È giunta l’ora di unificare le forze in un dialogo rispettoso; di coinvolgere tutti i popoli, tutte le religioni, al di là di ogni frontiera. Nel mondo globalizzato non c’è un noi e un loro. Dobbiamo procedere assieme verso un mondo di pace, fondato sulla tolleranza, emarginando chi agisce mediante la violenza”. CIVISMO PLANETARIO. DANIEL COHN-BENDIT, capogruppo dei Verdi eletto in Germania, dice “no” a chi vorrebbe imporre “per legge” limiti alla libertà di stampa. “Il senso del limite deve emergere dalla stessa società”. A suo avviso, “le fedi religiose vanno rispettate, ma possono anche essere oggetto di satira in rispetto al principio della libertà”. FRANCIS WURTZ, francese, leader della Sinistra unitaria, spiega: “La libertà di espressione non può essere posta in discussione ma, al contempo, non possono essere accettati, né tanto meno giustificati, gli insulti”. “Nessuna regione è al centro del mondo, tutti agiamo sotto lo sguardo dell’intera umanità; occorre sforzarsi di vivere in una sorta di civismo planetario, in cui la libertà di ognuno è esercitata nel rispetto di tutti”. BRIAN CROWLEY, irlandese, aderente al gruppo di destra Europa delle Nazioni, cita un giudice della Corte suprema statunitense “secondo cui la libertà di espressione non è un diritto assoluto”. Crowley prosegue: “Nessuno in questa aula approva le violenze avvenute in Medio Oriente; tuttavia, sfortunatamente ci si è dimenticati di citare tutte quelle manifestazioni di protesta avvenute in modo pacifico”.