ECUMENISMO " "
Un invito a “continuare il viaggio della speranza” ecumenica e la promessa di “intensificare” gli sforzi per “raggiungere il giorno in cui i cristiani sono uniti nel proclamare il messaggio evangelico della salvezza per tutti”. È il contenuto del messaggio che Benedetto XVI ha rivolto alla IX Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle Chiese che si è aperto il 14 febbraio a Porto Alegre, in Brasile. All’Assemblea – dal titolo “Signore, nella tua grazia, trasforma il mondo” – partecipano oltre 700 delegati ufficiali, in rappresentanza delle 340 Chiese (protestanti, anglicana e ortodosse) più alcune migliaia di ospiti e visitatori. Pur non facendo parte ufficialmente del Consiglio ecumenico delle Chiese, è presente a Porto Alegre anche una delegazione della Chiesa cattolica composta da 18 membri e guidata dal card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. È stato il card. Kasper a leggere nella seduta inaugurale dell’Assemblea il messaggio del Papa. “Memori della comune fede battesimale nel Dio uno e Trino – ha scritto il Papa – la Chiesa cattolica e il Consiglio ecumenico delle Chiese cercano modi per cooperare sempre più efficacemente nel compito di testimoniare l’amore divino di Dio”. Il Papa ricorda i 40 anni di “collaborazione fruttuosa” che legano la Chiesa cattolica al Wcc (World Council of Churches). Il Papa ha concluso assicurando la sua “vicinanza spirituale” e “riaffermando l’intenzione della Chiesa cattolica a continuare una solida partnership con il Consiglio ecumenico delle Chiese nel suo importante contributo al movimento ecumenico”. L’Assemblea ha un programma estremamente fitto, pensato per dare a tutti i partecipanti la possibilità di partecipare alla riflessione. “Spero – dice il segretario generale del Consiglio mondiale delle chiese, il pastore Samuel Kobia – che questa Assemblea, la prima del 21° secolo, segni l’inizio di un’era nuova nella ricerca dell’unità dei cristiani e dia al movimento ecumenico moderno la visione di una cultura nuova e concetti inediti”. Le Chiese di fronte alla sfida della pace, tra il conflitto in Iraq e la guerra al terrorismo; il cammino di solidarietà con il continente africano; le questioni sociali e etiche che vedono le Chiese ancora su posizioni diverse; la partecipazione dei giovani. Sono alcuni dei temi che verranno affrontati dai delegati a Porto Alegre. “Non bisognerebbe mai sottovalutare – dice Kobia – il potenziale reale che le Chiese hanno insieme, per contribuire a trasformare il mondo, nonostante le difficoltà”.