RELIGIONI A SCUOLA" "
In una scuola cattolica di Scozia il 90% degli alunni è di religione musulmana” “
Nel Regno Unito è ormai un trend la presenza sempre più forte di alunni non cattolici indù, musulmani o di altre fedi nelle scuole gestite dalla Chiesa cattolica. Nei 156 istituti privati, ovvero indipendenti dallo Stato e nei 2196 pubblici di Inghilterra e Galles, ormai un alunno su tre non segue la fede cattolica. LABORATORI DI DIALOGO. “Per noi è un dato positivo, un segno che anche chi non è cattolico ha grande fiducia nei nostri metodi educativi e ci sceglie”, spiega PETER WALSH, responsabile delle politiche educative della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. “Scuole con alunni di diverse religioni sono anche una importante opportunità di dialogo perché ci si conosce e si impara a collaborare, certo ci vuole attenzione per le esigenze di chi non è cattolico”. Proprio in questo, nella capacità cioè di accogliere i non cattolici, sta l’abilità di insegnanti e presidi, secondo Walsh. “Durante il Ramadan le scuole cattoliche facilitano il digiuno, se gli alunni vogliono seguirlo e ai genitori viene data l’opportunità di ritirare i figli dalle lezioni di religione e dalle preghiere per tutto l’anno – continua Walsh – ma l’etica delle nostre scuole resta cattolica. È questa la nostra forza e il motivo per cui anche famiglie di altre religioni ci scelgono, perché sappiamo mettere la persona con le sue aspirazioni umane e religiose al centro dell’istruzione”. Secondo Walsh questa “felice esperienza di convivenza educativa” continuerà anche se la maggioranza di non cattolici va aumentando. “Certo bisognerà pensare a nuove strategie, ma non credo sia un problema insormontabile piuttosto il segno di una buona convivenza tra diverse fedi”. IL CASO SCOZZESE. Quello che per le scuole di Inghilterra e Galles è soltanto una ipotesi del futuro, in Scozia è già una realtà. Nella scuola cattolica di St. Albert’s, a Pollokshields, un quartiere sud di Glasgow che ospita una delle più importanti e meglio inserite comunità musulmane scozzesi, il 90% degli alunni è di religione musulmana. Un dato che non è mai stato un problema per nessuna delle due religioni fino al gennaio di quest’anno quando il gruppo musulmano “Campaign for Muslim Schools”, “Campagna per le scuole musulmane” ha deciso di chiedere alla Chiesa cattolica di cedere la scuola alla comunità islamica sostenendo che non è appropriato per gli alunni musulmani partecipare a funzioni religiose cattoliche. I responsabili dell’Istituto e la diocesi si dicono sorpresi. “Benché i genitori abbiano l’opportunità di non far partecipare i figli alla preghiera del mattino e alla Messa della domenica, non conosco nessuno che abbia fatto questa scelta”, spiega don JOHN GANNON, il sacerdote responsabile della formazione religiosa degli alunni di St. Albert’s, “Molti scelgono la scuola proprio perché vi è un ethos religioso anziché laico e abbiamo costruito un rapporto con la comunità musulmana che dura da anni. Se la scuola diventasse musulmana insegnanti e preside, molto apprezzati da genitori e alunni, andrebbero a lavorare altrove”. “In questo quartiere cattolici e musulmani convivono conducendo vite parallele senza condividere granché. La scuola consente una esperienza di vero scambio che va oltre la tolleranza reciproca”, dice ancora don Gannon. Difendendo questo dialogo, la Chiesa cattolica ha chiarito di non voler cedere la scuola alla comunità musulmana. Lo ha spiegato padre THOMAS CHAMBERS che rappresenta l’Arcidiocesi di Glasgow al comitato per l’educazione del comune responsabile della scuola. “Non c’è nulla di strano nel fatto che vi sia un alto numero di alunni musulmani in una scuola cattolica. È la stessa storia in ogni città importante del Regno Unito e in Europa. Non c’è nessun bisogno di cambiare per questo motivo”. Proprio nei giorni in cui a Glasgow si discuteva sul destino di St. Andrew’s il cardinale KEITH O’BRIEN, arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo ha lanciato un appello per la convivenza religiosa. “Non c’è dubbio che possiamo vivere e lavorare insieme in una Scozia moderna rendendoci conto che il più grande nemico delle nostre fedi è il crescente secolarismo che ci circonda”, ha detto l’arcivescovo.