Continua anche in Germania la discussione sulle reazioni del mondo islamico contro le vignette satiriche. Così commenta Jacques Schuster su Die Welt (8/2): “ Per un aspetto il mondo islamico somiglia all’ex blocco sovietico: teme le manifestazioni libere e spontanee. Chi a Teheran, Sanaa o a Damasco va per le strade, vi è stato inviato. Già solo la quantità di bandiere danesi in Yemen indica che la protesta “spontanea” è stata pianificata da una longa manus. L’ira contro i danesi, i tedeschi, l’Europa, l’Occidente, è adatta a molti governi, per distrarre dalla corruzione, dalla mancanza di democrazia, dal disastro economico e dall’isolamento in politica estera. Mentre Ahmadinejad si eleva a protettore dei credenti e rompe con la Danimarca come spada dell’Islam, cerca di dividere i fronti nel dibattito sul nucleare. Alla fine, il mondo islamico dovrà stare dalla parte di Teheran anche per quanto riguarda la questione nucleare. Ma ciò difficilmente avverrà. Gli arabi sanno con chi hanno a che fare” Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung si legge: “ Il boicottaggio statale delle merci danesi indica un’escalation… innanzitutto perchè la Commissione di Bruxelles aveva messo in guardia da un tale passo nell’interesse della pacificazione. E secondariamente perché l’Iran manda all’Ue un segnale d’intimidazione: guardate, ecco ciò che accade a chi fa qualcosa che non ci piace. L’Ue dovrebbe interpretare questo segnale in modo corretto. Non si tratta più di diritto commerciale… Ci vuole ora un segno responsabile ma sicuro di solidarietà e non più gesti di contrizione. […] Il fatto che i politici europei invochino la moderazione e il dialogo in considerazione delle ‘proteste’, è ovviamente giusto… ma cosa succederà se l’appello alla moderazione rimane inascoltato ? “. Matthias Arning per la Frankfurter Rundschau osserva: “ Adesso emerge evidentemente ciò che dall’11 settembre in poi è stato arginato con fatica. In questo momento, si dice in Occidente, è importante dimostrarsi sicuri di sé nel nome dell’illuminismo e rendere chiaro che si è orgogliosi delle libertà conquistate a costo di duri contrasti con le autorità… Ma l’Occidente appare tutt’altro che sicuro, il vecchio Occidente sembra piuttosto perplesso“. Il settimanale Der Spiegel (6/2) chiosa: “ Le Chiese cristiane hanno abbandonato da tempo la battaglia contro una società sempre crescente di empi, da quando lo Stato moderno persegue la blasfemia solo raramente. Ma i tabù sono rimasti in tutte le religioni mondiali“. Le vignette su Maometto e gli episodi di contestazione e violenze che ne sono seguiti sono all’attenzione anche dei giornali spagnoli, che sottolineano soprattutto l’episodio della bandiera spagnola bruciata in Iraq e delle sei persone uccise nei Paesi islamici. “ Le proteste per le caricature di Maometto provocano sei morti nei Paesi islamici” titola El Paìs del 7/2. “ Sei morti nelle proteste contro le vignette su Maometto” gli fa eco La Vanguardia. “ Sei morti per la crisi sulle vignette di Maometto” scrive El Periodico. “ Le proteste a causa delle caricature di Maometto hanno già provocato sei morti” ( Avui). Nell’editoriale intitolato “Una crociata per l’Europa” il quotidiano spagnolo Abc dell’8/2 fa una analisi della “ violenza crescente nel mondo musulmano a causa della pubblicazione delle caricature di Maometto” affermando che, “ se l’Europa cederà ai suoi complessi di colpa e al conforto di una pacificazione, mentre nessuno esige delle scuse per l’assassinio in Turchia di un sacerdote cattolico, le prospettive di una relazione di rispetto reciproco si diluiranno nella certezza che gli europei non crederanno in sé stessi e gli Stati Uniti, che non hanno questo problema, continueranno ad essere l’unico interlocutore che avrà qualcosa da dire nel concerto internazionale“. “ Insensate“. Così sul quotidiano cattolico “ La Croix” (6/2), Dominique Quinio definisce le manifestazioni islamiche contro le vignette satiriche danesi negando la loro spontaneità. “ In nome di due principi, ugualmente rispettabili ma in concorrenza tra loro, come il diritto al rispetto delle proprie convinzioni e la libertà di stampa, gli animi si sono infiammati, alimentati da coloro che vogliono dare corpo all’idea di una scontro tra civiltà, tra Occidente e Oriente, tra Occidente e islam. Violente e inaccettabili, le manifestazioni nei paesi arabi non sembrano spontanee. Perseguono piuttosto uno scopo politico più che religioso. Sono opera di estremisti, decisi a mettere in difficoltà i propri dirigenti o a destabilizzare gli europei impegnati diplomaticamente su più fronti: in Libano, Siria, Iran, Irak, Afghanistan“.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1450 N.ro relativo : 10 Data pubblicazione : 10/02/2006