unione europea" "
Compie 20 anni la manifestazione "Capitale della cultura europea"” “
Un’occasione per salire alla ribalta europea, per un intero anno, mostrando le proprie bellezze, le specificità culturali, i monumenti. Ma anche per ospitare turisti da tutto il continente, proponendo concerti, mostre, conferenze… La “Capitale europea della cultura” è un’iniziativa dell’Ue che contribuisce, da oltre vent’anni, a far incontrare le diverse “anime” della “casa comune”, per aiutare a definire – operazione più che mai necessaria – l’identità dell’Unione. Punto d’incontro dei vari talenti. L’organizzazione di Patrasso 2006 “intende incoraggiare i popoli europei ad avvicinarsi gli uni agli altri”: Christos Roilos, direttore dell’intera manifestazione, ha messo a punto i programmi che il capoluogo del Peloponneso (Grecia occidentale), scelto quale “capitale” dei prossimi dodici mesi, offrirà ai visitatori, che si attendono numerosi. “Nel 2006 gli europei – prosegue Roilos, il quale agisce d’intesa con il governo greco e con gli esperti Ue – celebreranno l’odierna diversità culturale in una grande festa che si svolgerà a Patrasso, punto d’incontro del talento, dell’arte e della diversità culturale”. Vent’anni di manifestazioni. Nel 1985 prese avvio l’iniziativa comunitaria della “città europea della cultura”, trasformata nel 2000 in “capitale”. Fra i centri urbani designati in questi anni spiccano Atene, Firenze, Amsterdam, Berlino, Parigi, Glasgow, Madrid, Anversa, Lisbona. E, ancora, Copenaghen, Stoccolma, Cracovia, Rotterdam, Bruges, Graz… Lo scorso anno la decisione cadde su Cork, in Irlanda, mentre per il 2007 sono già state designate Lussemburgo e Sibiu, nello stesso anno in cui la città romena ospiterà la terza assemblea ecumenica. I molteplici obiettivi. Diversi gli obiettivi che si pone ufficialmente questa sorta di “tour della conoscenza reciproca”: “valorizzare le correnti culturali comuni ai cittadini europei”; promuovere “manifestazioni e creazioni culturali che coinvolgano operatori di altre città degli Stati membri dell’Unione”, contribuendo a instaurare cooperazioni durature e favorendo la circolazione dei cittadini nell’Ue; “garantire la mobilitazione e la partecipazione al progetto di ampi settori della popolazione”; “favorire la diffusione delle manifestazioni previste con mezzi multimediali e secondo un’impostazione plurilinguistica”; valorizzare il patrimonio storico e l’architettura urbana “nonché la qualità della vita in città”; e, non ultimo, “promuovere il dialogo tra le culture dell’Europa e quelle del resto del mondo”. Centocinquanta eventi. Patrasso si è dunque data da fare per mostrare il meglio di sè: l’amministrazione comunale e il governo di Atene non intendono sfigurare. Si vorrebbe conferire il massimo risalto alla storia plurimillenaria della città fondata dagli Achei e che oggi è un grande centro industriale, con 140mila abitanti, un porto moderno, un aeroporto, una università. Famosa per il suo carnevale, Patrasso vuole stupire i turisti: per i prossimi mesi sono stati predisposti 150 eventi e lanciati 54 progetti di ristrutturazione monumentale e architettonica, il tutto per un investimento complessivo – finanziato grazie al Programma Cultura 2000 dell’Ue – di oltre 150 milioni di euro. Occorre peraltro ricordare che l’Ue dal 1990, anno successivo al crollo del muro di Berlino, finanzia il “Mese culturale europeo”, proposta che conserva lo spirito della “capitale”, rivolto d’altro canto in maniera più specifica ai Paesi dell’Europa centro-orientale. L’imbarazzo della scelta. Agli ospiti non mancheranno le opportunità: il calendario presenta concerti, seminari di studi, esposizioni di arte contemporanea, pubblicazioni storiche, artisti di strada e momenti specifici per i bambini. Il tradizionale carnevale rientra naturalmente nel programma; ma si parlerà anche di storia, tradizioni, arti visive, cinema, poesia, musica per ogni età e gusto, religioni (sul sito ufficiale http://patras2006.gr è disponibile il calendario aggiornato). “Il pubblico – aggiunge Roilos – avrà solo l’imbarazzo della scelta e potrà scoprire spunti interessanti in ogni forma espressiva dell’arte e della cultura”. Volontari e turisti. In una fase di difficoltà dell’Unione, quando l’allargamento a Est e lo stop alla Costituzione sembrano rimettere in discussione l’intero impianto comunitario, tornare a scommettere sulla cultura significa proprio “ripartire dall’identità che, nel rispetto delle diversità, lega assieme popoli e Stati del continente”. È con questo spirito che Patrasso ha mobilitato legioni di volontari, anche stranieri, che facciano da supporto alle varie manifestazioni; ha chiesto la collaborazione dei cittadini, nella consapevolezza che il ritorno in visibilità farà bene al turismo e agli affari di una città di mare, tanto ricca di storia. Dal Peloponneso è partito anche un chiaro messaggio al resto dell’Unione: “Il nostro invito – spiegano gli organizzatori – è quello di rompere gli indugi e di venirci a trovare, per uno scambio di conoscenze e di amicizia”.