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Ciascuno è benvenuto” “

Un progetto di tre anni per la famiglia promosso dai vescovi ” “

“Pensate in grande. Non dovrebbe esservi nulla di proibito quando sogniamo quanto accogliente la Chiesa può essere”, così padre Daniel O’Leary , ex vicario episcopale per la formazione cristiana della diocesi di Leeds ha aperto nei giorni scorsi la conferenza a High Leigh nell’Hertfordshire dedicata a “Everybody’s welcome”, “Ciascuno è il benvenuto”, la prima fase del piano triennale lanciato dai Vescovi cattolici di Inghilterra e Galles per rinnovare la vita delle famiglie cattoliche all’interno delle parrocchie. Il piano è la risposta dei vescovi a “Listening 2004”, ovvero “Ascoltare 2004” l’indagine in cui quindicimila famiglie cattoliche dichiararono di sentire l’ideale di matrimonio cattolico come un ideale impossibile da raggiungere e di non sentirsi accolte all’interno della Chiesa. OTTO GRUPPI DI LAVORO. Raccogliendo l’appello di padre O’Leary gli oltre settanta partecipanti alla conferenza, provenienti da ogni diocesi di Inghilterra e Galles, si sono divisi in otto gruppi di lavoro dedicati a diverse difficili situazioni familiari come la disabilità, il divorzio e un nuovo matrimonio, i giovani, la malattia mentale, l’omosessualità, matrimoni miste, famiglie dove vi è stato un lutto, famiglie cattoliche che non frequentano più la chiesa. “Cercavamo qualche soluzione concreta che potesse servire ad ogni parrocchia di Inghilterra e Galles, ma volevamo anche ascoltare le storie di coloro che sono stati fino ad oggi lontani dalla chiesa”, spiega Elizabeth Davies, responsabile del progetto, parte di un piano triennale dei Vescovi, “i risultati sono stati commoventi e hanno dato momenti di grande emozione durante la seduta plenaria della conferenza alla domenica mattina”. SENTIRSI ACCOLTI. “Una donna lesbica ha spiegato che per la prima volta ha potuto condividere la propria esperienza con un gruppo cattolico e si è sentita riconosciuta, rivelandosi nella sua vera identità. Un ex malato mentale ci ha fatto quasi piangere raccontando il suo calvario, come si fosse sentito isolato all’interno della Chiesa mentre era sofferente e ci ha dimostrato che chi cura un malato di depressione in condizioni di isolamento è oggi un vero santo nella chiesa”, racconta ancora Davies. PROPOSTE CONCRETE. Gli otto gruppi sono anche ritornati al termine dei loro lavori con proposte concrete. Per chi soffre di malattia mentale hanno chiesto un punto di contatto, una persona all’interno del territorio parrocchiale che si assicuri che il malato e chi lo assiste, ai quali risulta spesso impossibile andare in chiesa, possano ricevere la comunione e i sacramenti. Più attività per i giovani come sport, pellegrinaggi e musica. Per questa fascia di età, è stato riconosciuto, esiste poco in parrocchia e molti genitori cattolici temono che i figli adolescenti finiscano per allontanarsi dalla Chiesa vanificando il lavoro di educazione religiosa dei genitori. Per chi ha appena sofferto un lutto e fa i conti con il vuoto lasciato da un parente, un marito o una moglie e un maggiore carico di lavoro la conferenza ha chiesto più opportunità sociali, pranzi con altri parrocchiani, occasioni per fare nuovi amici e anche un direttorio di persone alle quali ricorrere per bisogni pratici come la cura della casa. Il gruppo che ha discusso l’omosessualità ha suggerito la presenza di un sacerdote in ogni diocesi al quale gay e lesbiche possano rivolgersi per i loro bisogni spirituali. Una piccola descrizione dei problemi e dei bisogni di questi diversi gruppi “ai margini” della Chiesa e delle soluzioni pratiche possibili verrà inserita in un volantino da distribuire alle diverse diocesi. Ma per far questo serve prima l’approvazione del dipartimento per la responsabilità cristiana e la cittadinanza e della Conferenza episcopale. LA RISPOSTA NELLA PREGHIERA. Le preghiere dei fedeli sono state identificate più volte come un modo per dare identità e voce a chi soffre problemi di emarginazione. “Riconoscete il vostro potere, il potere di cuori determinati”, questo è stato il messaggio del vescovo di Southwark, mons. John Hine contenuto nella predica al termine della conferenza. “Oggi le persone sono molto condizionate da come si sentono. Una accoglienza calorosa è molto importante. Il vostro lavoro qui è l’inizio di qualcosa di enorme che potrebbe portare grandi cambiamenti nella nostra chiesa. È il cuore del messaggio del Vangelo e mentre il suo successo dipende da Dio, dobbiamo fare il possibile perché vada a buon fine. Farò la mia parte, ma riconoscete il vostro stesso potere di rendere tutto questo realtà”. Le prossime due fasi del piano triennale che la Conferenza episcopale cattolica prevede per le famiglie sono “Home is a holy place” (La famiglia è un luogo santo), sul ruolo delle famiglie e la loro importanza spirituale per la Chiesa e “Passing on the faith” (trasmettere la fede), sull’importanza di genitori e nonni nel tradurre la fede ai più giovani.