Un eccesso di “politicamente corretto” e tutte le festività cristiane, Pasqua, Natale, la Settimana Santa e Santo Stefano sono scomparse dal calendario preparato dalla università “Uce Birmingham” per il 2006. Al loro posto una nota laconica che recitava “Festa nazionale. Università chiusa”. In calendario, “per una scelta inspiegabile”, sono rimaste le ricorrenze religiose più importanti delle altre fedi, islam, induismo e ebraismo. Secondo un portavoce dell’università si è trattato di una dimenticanza, ma Peter Jennings, portavoce dell’ arcivescovo di Birmingham, mons. Vincent Nichols ha dichiarato: “Un calendario che contenga le diverse feste religiose è una buona idea. Ma sono deluso che importanti solennità cristiane, come Pasqua e Natale, siano state lasciate fuori senza che nessuno se ne accorgesse”. A dire il vero la pubblicazione del calendario ha irritato molti dipendenti dell’università e leader religiosi cristiani che lo hanno considerato discriminatorio nei confronti del cristianesimo. A dare una mano alle rimostranze dei cristiani anche l’unico parlamentare musulmano di Birmingham Khalid Mahmood che ha dichiarato: “Stiamo cercando di costruire una società multireligiosa e multiculturale e non è possibile se escludiamo le religioni più importanti di questo Paese”. Pronte le scuse dell’Università che ha deciso di ristampare e distribuire in questi giorni i calendari, con questa volta le feste cristiane.