“Una buona collaborazione tra Presidente e primo Ministro è una esigenza di logica politica”: è quanto auspica Francisco Sarsfield Cabral, direttore della emittente radiofonica cattolica Radio Renascença, in un commento sulle elezioni portoghesi del 22 dicembre pubblicato nei giorni scorsi dall’agenzia Ecclesia, promossa dalla Chiesa portoghese. I vescovi non si sono ufficialmente pronunciati sulle elezioni. La vittoria di Anibal Cavaco Silva, eletto alla presidenza della Repubblica con il 50,8% dei voti, secondo Cabral “sarà un appoggio per i provvedimenti difficili che il governo dovrà per forza continuare a prendere. Provvedimenti in materia ambientale, nella sicurezza sociale, nella salute, e che provocheranno, come già hanno provocato, un comprensibile scontento tra chi perderà dei benefici”. “Per la prima volta dal ritorno della democrazia trent’anni fa fa notare Cabral abbiamo un presidente della Repubblica non di sinistra. Nella guida dello Stato è conveniente una alternanza democratica”. “Paradossalmente aggiunge più avanti per coloro che vedono nella vittoria di Cavaco Silva una minaccia alla stabilità governativa, un contro-potere all’esecutivo socialista e, addirittura, la possibilità di un colpo di Stato costituzionale, il prossimo presidente contribuirà sono convinto nel rinforzare la capacità del governo” tramite il “risanamento delle finanze pubbliche e, a partire da questo, il rilancio dell’economia”.