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Con i giovani nell’Anno europeo della cittadinanza da poco concluso” “
Pensare e agire “con” i giovani; collaborare con i sistemi scolastici nazionali; mobilitare le coscienze. Il Consiglio d’Europa aveva lanciato il 2005 quale Anno europeo della cittadinanza attraverso l’educazione. Per il Sir ne traccia un bilancio il Segretario generale TERRY DAVIS , inglese, dal settembre 2004 alla guida della “macchina” organizzativa e politica del CdE “La democrazia si impara e si vive tutti i giorni”. Era questo uno degli slogan con il quale avete lanciato le iniziative del 2005. Siete soddisfatti dei risultati ottenuti? “L’educazione per la cittadinanza democratica e i valori umani è strettamente correlata ai valori basilari del Consiglio d’Europa. Pertanto il 2005 dedicato alla cittadinanza ha avuto un significato speciale per noi. Siamo lieti di poter affermare che l’anno può essere considerato un successo. 40 Stati membri su 46 hanno partecipato attivamente, superando ampiamente le nostre aspettative. Gli Stati hanno promosso proprie attività, inserendole negli obiettivi dell’anno. In concreto, cosa significa tutto ciò? I comitati nazionali sono stati realizzati mettendo assieme una vasta gamma di attori per operare sull’educazione alla cittadinanza democratica. Sono state fornite informazioni sull’attività del CdE; sono state organizzate attività per una maggior consapevolezza sul tema; gli attrezzi del mestiere per i professionisti come gli insegnanti e gli operatori del settore sono stati tradotti nelle lingue ufficiali e diffusi in Europa. Gli eventi promossi durante l’anno sono stati molto variegati, comprendendo le conferenze di avvio, corsi di formazione, workshops, seminari per insegnanti e tavole rotonde. Le organizzazioni non governative sono state attive e hanno cooperato con i governi, le autorità locali e le scuole”. Tra gli obiettivi dichiarati c’era il lancio di una campagna di diffusione dei programmi d’educazione alla cittadinanza. Su questo versante le sembra siano stati ottenuti dei successi? Quali i risultati mancati? “L’anno speciale non doveva essere rivolto principalmente al grande pubblico. Al contrario, sin dall’inizio si era deciso che sarebbe stato rivolto principalmente alle professionalità nel settore educativo così come l’obiettivo principale era di favorire la pratica della cittadinanza democratica. Ai nostri partner è stato chiesto di rispondere, entro il gennaio 2006, a un questionario sui risultati delle attività svolte: le risposte saranno ora analizzate e verrà preparata una sintesi valutativa. Infine è prevista una conferenza conclusiva per il 27 e 28 aprile a Sinaia, in Romania. Pur dovendo dunque attendere i risultati del questionario, i nostri coordinatori nazionali hanno già indicato che il primo frutto del lavoro svolto è un maggior coinvolgimento degli attori politici. Certamente la maggior disponibilità di risorse finanziarie avrebbe consentito un ulteriore impulso in questo campo. I coordinatori hanno inoltre evidenziato quanto sia difficile ottenere l’attenzione dei media su questo argomento”. All’inizio del 2005 si era riflettuto sul fatto che, in un’epoca dove i giovani disertano gli appuntamenti elettorali e la vita politica, è urgente investire sull’educazione alla cittadinanza democratica. Come hanno risposto i giovani contattati? Insegnanti e scuole hanno collaborato? “Un gran numero di attività sono state condotte per e con i giovani. Vorrei citare quelle proposte, ad esempio, in Estonia, Ucraina, Finlandia, Norvegia… Nel Regno Unito un sostanzioso numero di eventi è stato rivolto ai giovani: nel marzo scorso s’è tenuto a Londra Euru, un incontro in cui dei ragazzi, designati da coetanei, hanno discusso di Europa e di cittadinanza. Durante Euru sono state svolte attività diverse, fra cui la creazione di graffiti, lo svolgimento di sessioni di voto elettronico, performances varie (musica rap, commedie, canzoni e balli), una competizione video e l’intervento di famosi oratori. È auspicabile che queste attività continuino nel 2006, in particolare attraverso la Campagna contro il razzismo, la xenofobia, l’antisemitismo e l’intolleranza, che inizierà nel giugno prossimo. Per quanto riguarda la partecipazione degli insegnanti e delle scuole, è stata buona nel complesso: insegnanti competenti sono la chiave per un apprendimento efficace della democrazia”. Quali frutti resteranno di questo Anno della cittadinanza attraverso l’educazione? “È chiaro che l’Anno ha avuto un forte impatto e ha rafforzato l’impegno degli Stati membri. Noi ora dobbiamo proseguire su questa strada, concentrandoci su uno sforzo di lungo periodo riguardante il tema della democrazia e dei diritti umani. Rileviamo un considerevole interesse riguardante lo scambio di esperienze tra paesi e regioni e il Consiglio d’Europa si colloca in una posizione favorevole per questo scopo. Il Consiglio d’Europa ha già deciso di proseguire il progetto educativo alla cittadinanza democratica almeno fino al 2009”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1447 N.ro relativo : 07 Data pubblicazione : 01/02/2006